White Christmas (2014), scritto da Charlie Brooker (1) come episodio speciale natalizio, è un racconto distopico che esplora le implicazioni etiche e giuridiche della tecnologia, con particolare atten zione alla giustizia penale: sorveglianza e manipolazione, coercizione e punizione, e il concetto di responsabilità sono infatti al centro della narrazione. La distopia, come genere letterario e cinematografico, è un terreno particolarmente fertile per un’analisi critica delle dinamiche di potere, controllo sociale e giustizia: del resto, i futuri o le dimensioni immagi nati mettono generalmente in discussione le pratiche contemporanee, fungendo da avvertimento e critica sociale (2). Per quanto attiene nello specifico alla giustizia penale, nel genere distopico essa viene tradizio nalmente ritratta come strumento di oppressione ed esclusione sociale, anziché di equità. Tra il cinico e il rassegnato, si potrebbe dire che le narrazioni distopiche fungono da specchio critico per i sistemi di giustizia penale, denunciando fra le altre cose gli abusi di potere, la sorveglianza di massa, la criminalizzazione della dissidenza, e la disu manizzazione della pena (3). La giustizia penale stessa diventa, se non deviante, socialmente dannosa (4), mentre i progressi tecnologici ali mentano visioni di un’applicazione della legge automatizzata e crudele, ricordandoci che vi è una sostanziale differenza tra efficacia e giusti zia (5). Nel complesso, come vedremo, l’immaginario distopico offerto in White Christmas ci offre una lente critica per evidenziare l’uso distorto della tecnologia nelle nostre società, e un potente invito a ripensare il ruolo del diritto penale nella costruzione di una società giusta.
Lavorgna, A. (2025). La distopia della giustizia penale tra manipolazione e disproporzionalità in White Christmas.. Milano : Giuffrè Francis Lefebvre.
La distopia della giustizia penale tra manipolazione e disproporzionalità in White Christmas.
Anita Lavorgna
2025
Abstract
White Christmas (2014), scritto da Charlie Brooker (1) come episodio speciale natalizio, è un racconto distopico che esplora le implicazioni etiche e giuridiche della tecnologia, con particolare atten zione alla giustizia penale: sorveglianza e manipolazione, coercizione e punizione, e il concetto di responsabilità sono infatti al centro della narrazione. La distopia, come genere letterario e cinematografico, è un terreno particolarmente fertile per un’analisi critica delle dinamiche di potere, controllo sociale e giustizia: del resto, i futuri o le dimensioni immagi nati mettono generalmente in discussione le pratiche contemporanee, fungendo da avvertimento e critica sociale (2). Per quanto attiene nello specifico alla giustizia penale, nel genere distopico essa viene tradizio nalmente ritratta come strumento di oppressione ed esclusione sociale, anziché di equità. Tra il cinico e il rassegnato, si potrebbe dire che le narrazioni distopiche fungono da specchio critico per i sistemi di giustizia penale, denunciando fra le altre cose gli abusi di potere, la sorveglianza di massa, la criminalizzazione della dissidenza, e la disu manizzazione della pena (3). La giustizia penale stessa diventa, se non deviante, socialmente dannosa (4), mentre i progressi tecnologici ali mentano visioni di un’applicazione della legge automatizzata e crudele, ricordandoci che vi è una sostanziale differenza tra efficacia e giusti zia (5). Nel complesso, come vedremo, l’immaginario distopico offerto in White Christmas ci offre una lente critica per evidenziare l’uso distorto della tecnologia nelle nostre società, e un potente invito a ripensare il ruolo del diritto penale nella costruzione di una società giusta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


