Il volume intende esaminare la natura degli atti finali (e dei loro allegati), adottati agli esiti dei noti vertici internazionali G7/8, G20 ed OSCE, che tanto pervasivamente incidono sulle politiche interne ed internazionali dei Paesi partecipanti. Questi atti non recano alcuna disposizione che ne chiarisca inequivocabilmente la natura e ciò ha favorito la nascita di un ampio dibattito intorno a quest’ultima, che si è polarizzato tra un orienta-mento maggioritario, tendente a qualificare detti atti come intese ascrivibili alla sfera della cd. soft law e non giuridicamente vincolanti per i firmatari, ed uno minoritario che, al contrario, sostiene che essi possano recare veri e propri obblighi giuridici, in quanto accordi internazionali in forma semplificata. Prendendo le mosse dal carattere composito degli atti finali in questione, che ospitano sia previsioni recanti impegni reciproci nei rapporti tra gli Stati firmatari, sia disposizioni contenenti dichiarazioni indirizzate a soggetti terzi, il primo capitolo del volume ripercorre anzitutto il suesposto dibattito, soffermandosi, in particolare, sugli argomenti addotti per sostenere la natura (non) giuridicamente vincolante degli atti finali, che vengono sottoposti ad un’indispensabile revisione critica. Alla luce delle risultanze di detta analisi, viene quindi individuato un metodo d’indagine che possa essere applicato agli atti finali in questione al fine di accertarne la natura, valorizzando, in particolare, il procedimento di formazione di questi atti, i loro contenuti ed il seguito da essi sortito nella pratica degli Stati partecipanti al vertice di riferimento successiva alla loro adozione. Tale metodo viene così impiegato, nel secondo capitolo, per esaminare molteplici atti finali e certi loro allegati, evidenziando come alcuni di essi rechino determinati caratteri propri degli accordi internazionali in forma semplificata e risultino, almeno in parte qua, attuati dagli Stati firmatari, sia sul piano internazionale che su quello interno. Da ultimo, ed alla luce di quanto innanzi, il contributo formula alcune considerazioni conclusive circa la diffusione (ed il successo) degli atti finali nelle relazioni internazionali coeve. Il lavoro intende, in definitiva, contribuire al più ampio dibattito sui cd. non-legally binding international agreements, recentemente tornati all’attenzione anche della Commissione del diritto internazionale, fornendo talune chiavi di lettura che possano fare luce sul ruolo “direttivo” che alcuni vertici internazionali riescono ad esercitare nei confronti dei Paesi partecipanti e degli Stati terzi.

Palma, A.J. (2024). La natura degli atti finali dei vertici internazionali. NAPOLI : Editoriale Scientifica.

La natura degli atti finali dei vertici internazionali

A. J. Palma
2024

Abstract

Il volume intende esaminare la natura degli atti finali (e dei loro allegati), adottati agli esiti dei noti vertici internazionali G7/8, G20 ed OSCE, che tanto pervasivamente incidono sulle politiche interne ed internazionali dei Paesi partecipanti. Questi atti non recano alcuna disposizione che ne chiarisca inequivocabilmente la natura e ciò ha favorito la nascita di un ampio dibattito intorno a quest’ultima, che si è polarizzato tra un orienta-mento maggioritario, tendente a qualificare detti atti come intese ascrivibili alla sfera della cd. soft law e non giuridicamente vincolanti per i firmatari, ed uno minoritario che, al contrario, sostiene che essi possano recare veri e propri obblighi giuridici, in quanto accordi internazionali in forma semplificata. Prendendo le mosse dal carattere composito degli atti finali in questione, che ospitano sia previsioni recanti impegni reciproci nei rapporti tra gli Stati firmatari, sia disposizioni contenenti dichiarazioni indirizzate a soggetti terzi, il primo capitolo del volume ripercorre anzitutto il suesposto dibattito, soffermandosi, in particolare, sugli argomenti addotti per sostenere la natura (non) giuridicamente vincolante degli atti finali, che vengono sottoposti ad un’indispensabile revisione critica. Alla luce delle risultanze di detta analisi, viene quindi individuato un metodo d’indagine che possa essere applicato agli atti finali in questione al fine di accertarne la natura, valorizzando, in particolare, il procedimento di formazione di questi atti, i loro contenuti ed il seguito da essi sortito nella pratica degli Stati partecipanti al vertice di riferimento successiva alla loro adozione. Tale metodo viene così impiegato, nel secondo capitolo, per esaminare molteplici atti finali e certi loro allegati, evidenziando come alcuni di essi rechino determinati caratteri propri degli accordi internazionali in forma semplificata e risultino, almeno in parte qua, attuati dagli Stati firmatari, sia sul piano internazionale che su quello interno. Da ultimo, ed alla luce di quanto innanzi, il contributo formula alcune considerazioni conclusive circa la diffusione (ed il successo) degli atti finali nelle relazioni internazionali coeve. Il lavoro intende, in definitiva, contribuire al più ampio dibattito sui cd. non-legally binding international agreements, recentemente tornati all’attenzione anche della Commissione del diritto internazionale, fornendo talune chiavi di lettura che possano fare luce sul ruolo “direttivo” che alcuni vertici internazionali riescono ad esercitare nei confronti dei Paesi partecipanti e degli Stati terzi.
2024
190
9791223500842
Palma, A.J. (2024). La natura degli atti finali dei vertici internazionali. NAPOLI : Editoriale Scientifica.
Palma, A. J.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1043714
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