L’Intelligenza Emotiva (IE) rappresenta uno dei costrutti psicologici più studiati e discussi degli ultimi decenni, grazie al suo potenziale nel migliorare il benessere individuale e collettivo in molteplici contesti. È ampiamente riconosciuta dalla letteratura scientifica internazionale non solo in quanto fattore di protezione — ovvero un elemento che contribuisce a mitigare o prevenire l’insorgenza di problematiche psicologiche e comportamenti disadattivi nelle diverse fasi del ciclo di vita — ma anche come fattore di prevenzione, intesa come insieme di strategie volte a evitare l’occorrenza di eventi dannosi. Inoltre, gli studi convergono nel sottolineare il ruolo adattivo dell’IE e dimostrano che, a differenza dell'intelligenza cognitiva basata sul quoziente intellettivo e legata a competenze pratiche e misurabili, essa rappresenta una risorsa cruciale associata a esiti positivi nei principali ambiti dell’esistenza umana, quali la salute fisica e mentale, le relazioni sociali e il benessere scolastico e professionale. Livelli elevati di IE favoriscono il benessere psicologico, una migliore gestione dello stress, scambi interpersonali più soddisfacenti, la capacità di compiere scelte ponderate e un buon adattamento ai diversi contesti, essendo associati a relazioni più soddisfacenti con coetanei, familiari e adulti. Infine, l'IE rivela il proprio valore predittivo nella gestione di problematiche psicologiche e comportamentali, come i disturbi dell'umore in età adulta, la devianza, il disadattamento sociale, l'abuso di sostanze, particolarmente in adolescenza, e i fenomeni di bullismo durante l’età evolutiva. Questo volume intende offrire un’analisi approfondita e aggiornata dell’Intelligenza Emotiva, soffermandosi in particolare sul modello di tratto e sulle sue implicazioni di ordine teorico, metodologico e applicativo. Infatti, “Intelligenza Emotiva” è un termine a carattere polisemico che in ambito divulgativo viene impiegato per indicare una generica disposizione a percepire, comprendere e gestire gli aspetti emotivi dell’esperienza in sé e nel rapporto con gli altri, mentre tra gli addetti ai lavori assume spesso significati più specifici a seconda del modello interpretativo di riferimento. Trasversalmente, “Intelligenza Emotiva” rimane comunque un vocabolo-ombrello, un contenitore concettuale in cui convergono diversi costrutti anche multifattoriali, che viene assimilato ai più disparati concetti teorici (come competenza e consapevolezza emotiva, regolazione emozionale, mentalizzazione, ecc.). Questa fluidità non solo genera confusione, ma non rende merito a un peculiare aspetto della vita intrapsichica e interpersonale di assoluta importanza per le relazioni affettive e introspettive che va studiato nella sua specificità.
Mancini, G. (2026). L'intelligenza emotiva di tratto Prospettive e applicazioni per le professioni socioeducative e psicologiche. Trento : Erickson.
L'intelligenza emotiva di tratto Prospettive e applicazioni per le professioni socioeducative e psicologiche
Giacomo Mancini
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2026
Abstract
L’Intelligenza Emotiva (IE) rappresenta uno dei costrutti psicologici più studiati e discussi degli ultimi decenni, grazie al suo potenziale nel migliorare il benessere individuale e collettivo in molteplici contesti. È ampiamente riconosciuta dalla letteratura scientifica internazionale non solo in quanto fattore di protezione — ovvero un elemento che contribuisce a mitigare o prevenire l’insorgenza di problematiche psicologiche e comportamenti disadattivi nelle diverse fasi del ciclo di vita — ma anche come fattore di prevenzione, intesa come insieme di strategie volte a evitare l’occorrenza di eventi dannosi. Inoltre, gli studi convergono nel sottolineare il ruolo adattivo dell’IE e dimostrano che, a differenza dell'intelligenza cognitiva basata sul quoziente intellettivo e legata a competenze pratiche e misurabili, essa rappresenta una risorsa cruciale associata a esiti positivi nei principali ambiti dell’esistenza umana, quali la salute fisica e mentale, le relazioni sociali e il benessere scolastico e professionale. Livelli elevati di IE favoriscono il benessere psicologico, una migliore gestione dello stress, scambi interpersonali più soddisfacenti, la capacità di compiere scelte ponderate e un buon adattamento ai diversi contesti, essendo associati a relazioni più soddisfacenti con coetanei, familiari e adulti. Infine, l'IE rivela il proprio valore predittivo nella gestione di problematiche psicologiche e comportamentali, come i disturbi dell'umore in età adulta, la devianza, il disadattamento sociale, l'abuso di sostanze, particolarmente in adolescenza, e i fenomeni di bullismo durante l’età evolutiva. Questo volume intende offrire un’analisi approfondita e aggiornata dell’Intelligenza Emotiva, soffermandosi in particolare sul modello di tratto e sulle sue implicazioni di ordine teorico, metodologico e applicativo. Infatti, “Intelligenza Emotiva” è un termine a carattere polisemico che in ambito divulgativo viene impiegato per indicare una generica disposizione a percepire, comprendere e gestire gli aspetti emotivi dell’esperienza in sé e nel rapporto con gli altri, mentre tra gli addetti ai lavori assume spesso significati più specifici a seconda del modello interpretativo di riferimento. Trasversalmente, “Intelligenza Emotiva” rimane comunque un vocabolo-ombrello, un contenitore concettuale in cui convergono diversi costrutti anche multifattoriali, che viene assimilato ai più disparati concetti teorici (come competenza e consapevolezza emotiva, regolazione emozionale, mentalizzazione, ecc.). Questa fluidità non solo genera confusione, ma non rende merito a un peculiare aspetto della vita intrapsichica e interpersonale di assoluta importanza per le relazioni affettive e introspettive che va studiato nella sua specificità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


