Il capitolo sulla cyberviolenza maschile contro il genere femminile presenta i risultati principali di una ricerca qualitativa di contenuto sulle campagne sociali italiane focalizzate su varie forme di cyberviolenza (sexting, diffusione non consensuale di immagini intime, cyberstalking, molestie sessuali online, odio sessista, cyberbullismo ecc.) lanciate dal 2014 al 2025 sui media tradizionali e digitali da istituzioni, enti e associazioni pubbliche, private e non profit. Lo scopo di tale analisi dettagliata è stato quello di identificare i principali frame interpretativi delle campagne, ossia le «cornici di significato» (Goffman, 1974) con cui viene rappresentata la cyberviolenza maschile contro il genere femminile. Sono stati identificati due frame principali utilizzati dalle campagne, che riguardano il modo di intendere la cyberviolenza maschile contro il genere femminile a partire dalle sue cause: il frame costruttivista e/o femminista e quello della sicurezza in rete. Inoltre, le campagne sono state suddivise in tre gruppi, a indicare l’utilizzo di ulteriori sotto-frame relativi agli obiettivi della comunicazione e al modo di rappresentare i soggetti femminili e maschili: 1. la “ragazza rivittimizzata”: colpevole di inviare sue immagini intime e di non denunciare; 2. cyberviolenza: chi la subisce può reagire/chi la commette può scegliere di cambiare; 3. educare alla non violenza onlife per costruire un mondo inclusivo.
Capecchi, S. (2026). Le campagne sociali sulla cyberviolenza maschile contro il genere femminile. Roma : Carocci.
Le campagne sociali sulla cyberviolenza maschile contro il genere femminile
Saveria Capecchi
2026
Abstract
Il capitolo sulla cyberviolenza maschile contro il genere femminile presenta i risultati principali di una ricerca qualitativa di contenuto sulle campagne sociali italiane focalizzate su varie forme di cyberviolenza (sexting, diffusione non consensuale di immagini intime, cyberstalking, molestie sessuali online, odio sessista, cyberbullismo ecc.) lanciate dal 2014 al 2025 sui media tradizionali e digitali da istituzioni, enti e associazioni pubbliche, private e non profit. Lo scopo di tale analisi dettagliata è stato quello di identificare i principali frame interpretativi delle campagne, ossia le «cornici di significato» (Goffman, 1974) con cui viene rappresentata la cyberviolenza maschile contro il genere femminile. Sono stati identificati due frame principali utilizzati dalle campagne, che riguardano il modo di intendere la cyberviolenza maschile contro il genere femminile a partire dalle sue cause: il frame costruttivista e/o femminista e quello della sicurezza in rete. Inoltre, le campagne sono state suddivise in tre gruppi, a indicare l’utilizzo di ulteriori sotto-frame relativi agli obiettivi della comunicazione e al modo di rappresentare i soggetti femminili e maschili: 1. la “ragazza rivittimizzata”: colpevole di inviare sue immagini intime e di non denunciare; 2. cyberviolenza: chi la subisce può reagire/chi la commette può scegliere di cambiare; 3. educare alla non violenza onlife per costruire un mondo inclusivo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


