Il contributo offre un'inquadramento dello sport come diritto sociale fondamentale, riconosciuto anche a livello costituzionale e sovranazionale, che richiede condizioni materiali effettive per essere esercitato, in primis la presenza di adeguati impianti sportivi. Gli impianti sono considerati come infrastrutture territoriali strategiche: non meri contenitori di competizioni, ma centri multifunzionali capaci di generare benessere, inclusione, riqualificazione urbana e sviluppo economico. Il capitolo ricostruisce le difficoltà del modello italiano (vetustà delle strutture, vincoli pubblicistici, complessità delle procedure), evidenziando il ruolo di fondi dedicati e di nuovi strumenti giuridici che valorizzano i “vantaggi sociali” nelle operazioni di project financing e partenariato pubblico‑privato. L'autore sottolinea la centralità degli enti sportivi dilettantistici e del Terzo settore, chiamati a ripensare servizi e gestione in chiave manageriale, educativa e sanitaria, anche attraverso partnership con investitori privati e società di scopo. Conclude richiamando la necessità di una cultura giuridica e operativa capace di guidare la transizione dell’impiantistica sportiva verso un’offerta integrata di servizi alla persona, coerente con il nuovo riconoscimento costituzionale dello sport.
Zambelli, L. (2025). Gli impianti sportivi come presupposto di realizzazione del diritto allo sport. Bologna : Bologna University Press.
Gli impianti sportivi come presupposto di realizzazione del diritto allo sport
Luca Zambelli
2025
Abstract
Il contributo offre un'inquadramento dello sport come diritto sociale fondamentale, riconosciuto anche a livello costituzionale e sovranazionale, che richiede condizioni materiali effettive per essere esercitato, in primis la presenza di adeguati impianti sportivi. Gli impianti sono considerati come infrastrutture territoriali strategiche: non meri contenitori di competizioni, ma centri multifunzionali capaci di generare benessere, inclusione, riqualificazione urbana e sviluppo economico. Il capitolo ricostruisce le difficoltà del modello italiano (vetustà delle strutture, vincoli pubblicistici, complessità delle procedure), evidenziando il ruolo di fondi dedicati e di nuovi strumenti giuridici che valorizzano i “vantaggi sociali” nelle operazioni di project financing e partenariato pubblico‑privato. L'autore sottolinea la centralità degli enti sportivi dilettantistici e del Terzo settore, chiamati a ripensare servizi e gestione in chiave manageriale, educativa e sanitaria, anche attraverso partnership con investitori privati e società di scopo. Conclude richiamando la necessità di una cultura giuridica e operativa capace di guidare la transizione dell’impiantistica sportiva verso un’offerta integrata di servizi alla persona, coerente con il nuovo riconoscimento costituzionale dello sport.| File | Dimensione | Formato | |
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