La pandemia di Covid-19 incominciata nell’anno 2020 ha mostrato uno slittamento concettuale già in corso da molto tempo in Occidente: l’idea di fondare la politica e il diritto sulle evidenze scientifiche. La scia di dibattiti e polemiche che ne è seguita nella società, le puntuali osservazioni di molti autori sulla difficoltà di tale impostazione, la controversa comunicazione di decisioni tecnico-scientifiche hanno messo in evidenza i limiti concettuali di un’impostazione che ha le sue radici nel cartesianesimo degli albori dell’epoca moderna e che è cresciuta con l’affermarsi della rivoluzione industriale e delle scoperte scientifiche del Settecento e dell’Ottocento per culminare nel positivismo di fine XIX secolo. Questa impostazione scientista, di solito motivata dagli straordinari risultati della rivoluzione digitale in atto abbinata a un realismo ingenuo e a una concezione semplicistica di verità sembra fornire sicurezza e semplicità in quanto fondata su principi logici e, invece, è lontana sia dagli sviluppi della matematica e della logica contemporanei sia dall’esperienza effettiva degli scienziati. In questa prospettiva critica, dal punto di vista dell’epistemologia, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, è emerso un paradigma della complessità che ora può trovare una versione più precisa e compiuta negli studi di matematica contemporanea e in nuovi paradigmi logici. Questo articolo vuole dunque fornire un piccolo excursus delle critiche al paradigma scientista – in tutte le sue forme – e alla sua presunta semplicità (1), affrontare la proposta di un paradigma della complessità (2), per far emergere qualche correzione a tale paradigma nell’ottica di un’epistemologia contemporanea più consapevole dei progressi matematici (3 e 4) e far vedere come tale paradigma produca delle applicazioni più naturali e semplici in molti campi, tra cui quello del diritto e delle architetture istituzionali come quelle europee (5).
Maddalena, G. (2021). “La complessità epistemologica”. NAPOLI : Editoriale Scientifica.
“La complessità epistemologica”
Maddalena Giovanni
2021
Abstract
La pandemia di Covid-19 incominciata nell’anno 2020 ha mostrato uno slittamento concettuale già in corso da molto tempo in Occidente: l’idea di fondare la politica e il diritto sulle evidenze scientifiche. La scia di dibattiti e polemiche che ne è seguita nella società, le puntuali osservazioni di molti autori sulla difficoltà di tale impostazione, la controversa comunicazione di decisioni tecnico-scientifiche hanno messo in evidenza i limiti concettuali di un’impostazione che ha le sue radici nel cartesianesimo degli albori dell’epoca moderna e che è cresciuta con l’affermarsi della rivoluzione industriale e delle scoperte scientifiche del Settecento e dell’Ottocento per culminare nel positivismo di fine XIX secolo. Questa impostazione scientista, di solito motivata dagli straordinari risultati della rivoluzione digitale in atto abbinata a un realismo ingenuo e a una concezione semplicistica di verità sembra fornire sicurezza e semplicità in quanto fondata su principi logici e, invece, è lontana sia dagli sviluppi della matematica e della logica contemporanei sia dall’esperienza effettiva degli scienziati. In questa prospettiva critica, dal punto di vista dell’epistemologia, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, è emerso un paradigma della complessità che ora può trovare una versione più precisa e compiuta negli studi di matematica contemporanea e in nuovi paradigmi logici. Questo articolo vuole dunque fornire un piccolo excursus delle critiche al paradigma scientista – in tutte le sue forme – e alla sua presunta semplicità (1), affrontare la proposta di un paradigma della complessità (2), per far emergere qualche correzione a tale paradigma nell’ottica di un’epistemologia contemporanea più consapevole dei progressi matematici (3 e 4) e far vedere come tale paradigma produca delle applicazioni più naturali e semplici in molti campi, tra cui quello del diritto e delle architetture istituzionali come quelle europee (5).| File | Dimensione | Formato | |
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