Il saggio accompagna la prima pubblicazione del canzoniere di sonetti di Ezio Sinigaglia "Castello addio" (2004-2023), e ne studia le strategie compositive anche in relazione alle precedenti incursioni dell'autore in campo poetico. Inserisce l'opera nel filone del neometricismo italiano, di cui offre una breve ricostruzione storica, (da Zanzotto a Frasca e Bàino) impostata sui classici studi di Mengaldo e i più recenti contributi di Fabrizio Bondi, senza dimenticare i numerosi rapporti con la tradizione lirica del paese, del Novecento e dei secoli precedenti, dominati dal petrarchismo. Ci si concentra nel dettaglio sugli scarti rispetto alla codificata norma del sonetto che Sinigaglia esplora nel suo libro. Il saggio prende anche in esame le precedenti opere poetiche dell'autore, tutte inscrivibili in una lunga tradizione di manierismo (nel senso in cui spese la nozione G.R. Hocke a proposito di Cacciatore e di altro Novecento) ma anche prossime alle forme delle sperimentalismo secondo novecentesco, in particolare a quelle oulipiane ed oplepiane (per cui si veda il volumetto di prose "AcroBaticCa", edito da declic nel 2024), e conclude la sua analisi concentrandosi sull'uso virtuosistico e fortemente originale delle chiuse di verso, che evitano in maniera sistematica rime e assonanze o consonanze, lavorando piuttosto su continue permutazioni di elementi minimi, nel solco di una ricerca intraverbale rapportabile a quella del maggior Scialoja.

Weber, L. (2026). La biodiversità della lingua. Ezio Sinigaglia nella foresta del sonetto. Locorotondo (BA) : Pietrevive.

La biodiversità della lingua. Ezio Sinigaglia nella foresta del sonetto

Weber Luigi
2026

Abstract

Il saggio accompagna la prima pubblicazione del canzoniere di sonetti di Ezio Sinigaglia "Castello addio" (2004-2023), e ne studia le strategie compositive anche in relazione alle precedenti incursioni dell'autore in campo poetico. Inserisce l'opera nel filone del neometricismo italiano, di cui offre una breve ricostruzione storica, (da Zanzotto a Frasca e Bàino) impostata sui classici studi di Mengaldo e i più recenti contributi di Fabrizio Bondi, senza dimenticare i numerosi rapporti con la tradizione lirica del paese, del Novecento e dei secoli precedenti, dominati dal petrarchismo. Ci si concentra nel dettaglio sugli scarti rispetto alla codificata norma del sonetto che Sinigaglia esplora nel suo libro. Il saggio prende anche in esame le precedenti opere poetiche dell'autore, tutte inscrivibili in una lunga tradizione di manierismo (nel senso in cui spese la nozione G.R. Hocke a proposito di Cacciatore e di altro Novecento) ma anche prossime alle forme delle sperimentalismo secondo novecentesco, in particolare a quelle oulipiane ed oplepiane (per cui si veda il volumetto di prose "AcroBaticCa", edito da declic nel 2024), e conclude la sua analisi concentrandosi sull'uso virtuosistico e fortemente originale delle chiuse di verso, che evitano in maniera sistematica rime e assonanze o consonanze, lavorando piuttosto su continue permutazioni di elementi minimi, nel solco di una ricerca intraverbale rapportabile a quella del maggior Scialoja.
2026
Castello addio
59
70
Weber, L. (2026). La biodiversità della lingua. Ezio Sinigaglia nella foresta del sonetto. Locorotondo (BA) : Pietrevive.
Weber, Luigi
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