Andrea Costa fu una delle prime figure nelle quali si imbatté la generazione di studiosi che si aprì agli interessi culturali e politici con la Resistenza e all’indomani della Liberazione. La sua biografia consentiva di cogliere il socialismo nel suo stato nascente e, nel 1951, il centenario della nascita di Costa rappresentò un momento di grande rilevanza storiografica. All’inizio del 1952, la rivista di storia e bibliografia “Movimento operaio” dedicava ad Andrea Costa un fascicolo speciale. Tenendosi a distanza dal settarismo che si respirava in altre sedi culturali ed editoriali, il mensile edito dalla Biblioteca Feltrinelli si caratterizzò tra la fine degli anni 40 e i primi anni 50 per una larga comprensione di tutte le correnti del socialismo e della democrazia in generale. Il suo ideatore era l’intellettuale socialista Gianni Bosio, storico del movimento operaio e dell’associazionismo popolare, che la diresse fino al 1953, quando ne venne estromesso perché non allineato con la storiografia ufficiale del PCI. Dopo la grande stagione vissuta negli anni 50 dalla storiografia sul movimento operaio, una vera svolta metodologica negli studi su Andrea Costa arrivò nel 1976 grazie alla pubblicazione del carteggio con Anna Kuliscioff, curato e introdotto da Pietro Albonetti. Nel lungo saggio in apertura del volume, Albonetti mostrava di cogliere le sollecitazioni provenienti dall’affermazione della storia sociale e dai primi sviluppi della storia delle donne. Negli anni 90, infine, la Storia del socialismo di Renato Zangheri tornava a riflettere sul movimento socialista oltre ogni restrizione di partito e di dottrina, in modo che potessero trovarvi posto i libertari e gli autoritari, i massimalisti e i riformisti, socialisti liberali e comunisti. Un ritorno, per certi versi, allo spirito delle prime annate di “Movimento operaio” dirette da Bosio? Prima, cioè, che si consolidasse quella tendenza che aveva portato a un duraturo legame tra scuole storiografiche e partiti, o correnti di partito?

Riflessioni sulla storiografia

DE MARIA, CARLO
2010

Abstract

Andrea Costa fu una delle prime figure nelle quali si imbatté la generazione di studiosi che si aprì agli interessi culturali e politici con la Resistenza e all’indomani della Liberazione. La sua biografia consentiva di cogliere il socialismo nel suo stato nascente e, nel 1951, il centenario della nascita di Costa rappresentò un momento di grande rilevanza storiografica. All’inizio del 1952, la rivista di storia e bibliografia “Movimento operaio” dedicava ad Andrea Costa un fascicolo speciale. Tenendosi a distanza dal settarismo che si respirava in altre sedi culturali ed editoriali, il mensile edito dalla Biblioteca Feltrinelli si caratterizzò tra la fine degli anni 40 e i primi anni 50 per una larga comprensione di tutte le correnti del socialismo e della democrazia in generale. Il suo ideatore era l’intellettuale socialista Gianni Bosio, storico del movimento operaio e dell’associazionismo popolare, che la diresse fino al 1953, quando ne venne estromesso perché non allineato con la storiografia ufficiale del PCI. Dopo la grande stagione vissuta negli anni 50 dalla storiografia sul movimento operaio, una vera svolta metodologica negli studi su Andrea Costa arrivò nel 1976 grazie alla pubblicazione del carteggio con Anna Kuliscioff, curato e introdotto da Pietro Albonetti. Nel lungo saggio in apertura del volume, Albonetti mostrava di cogliere le sollecitazioni provenienti dall’affermazione della storia sociale e dai primi sviluppi della storia delle donne. Negli anni 90, infine, la Storia del socialismo di Renato Zangheri tornava a riflettere sul movimento socialista oltre ogni restrizione di partito e di dottrina, in modo che potessero trovarvi posto i libertari e gli autoritari, i massimalisti e i riformisti, socialisti liberali e comunisti. Un ritorno, per certi versi, allo spirito delle prime annate di “Movimento operaio” dirette da Bosio? Prima, cioè, che si consolidasse quella tendenza che aveva portato a un duraturo legame tra scuole storiografiche e partiti, o correnti di partito?
Carte e libri di Andrea Costa
661
671
De Maria C.
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