Narrazioni che trasformano è un viaggio nella funzione educativa della lettura e della narrazione all’interno degli istituti penitenziari. Il libro nasce da una ricerca sul campo che, attraverso l’ascolto e il racconto di vita di sei persone ex detenute, riflette sul ruolo delle biblioteche in carcere come spazi capaci di attivare processi di trasformazione personale e sociale. L’autrice, Giulia De Rocco, osserva e interpreta con sguardo critico ed empatico il potenziale narrativo di questi luoghi, intesi non solo come contenitori di libri, ma come veri e propri laboratori di relazione, emancipazione e cittadinanza attiva. Il volume, infatti, è anche un invito a ripensare la relazione tra dentro e fuori, a credere nella forza delle storie come strumento di cura, connessione e cambiamento. L’opera si sviluppa in quattro capitoli: Il primo approfondisce il quadro teorico di riferimento, intrecciando pedagogia dell’inclusione, pensiero critico e prospettive femministe; Il secondo entra nel merito del metodo scelto, il racconto di vita, e ne espone i fondamenti epistemologici e le motivazioni etiche; Il terzo è il cuore narrativo del libro: le storie di Arrigo, Diana, Susanna, Rosa, Meri e Luciano restituiscono voci, esperienze e riflessioni che illuminano la realtà detentiva da dentro; Il quarto presenta i risultati dell’analisi tematica, da cui emergono orientamenti pedagogici concreti per ripensare il lavoro educativo in carcere.
De Rocco, G. (2025). Narrazioni che trasformano. Traiettorie euristiche per il lavoro educativo nelle biblioteche in carcere. Trento : Erickson University & Research.
Narrazioni che trasformano. Traiettorie euristiche per il lavoro educativo nelle biblioteche in carcere
Giulia De Rocco
2025
Abstract
Narrazioni che trasformano è un viaggio nella funzione educativa della lettura e della narrazione all’interno degli istituti penitenziari. Il libro nasce da una ricerca sul campo che, attraverso l’ascolto e il racconto di vita di sei persone ex detenute, riflette sul ruolo delle biblioteche in carcere come spazi capaci di attivare processi di trasformazione personale e sociale. L’autrice, Giulia De Rocco, osserva e interpreta con sguardo critico ed empatico il potenziale narrativo di questi luoghi, intesi non solo come contenitori di libri, ma come veri e propri laboratori di relazione, emancipazione e cittadinanza attiva. Il volume, infatti, è anche un invito a ripensare la relazione tra dentro e fuori, a credere nella forza delle storie come strumento di cura, connessione e cambiamento. L’opera si sviluppa in quattro capitoli: Il primo approfondisce il quadro teorico di riferimento, intrecciando pedagogia dell’inclusione, pensiero critico e prospettive femministe; Il secondo entra nel merito del metodo scelto, il racconto di vita, e ne espone i fondamenti epistemologici e le motivazioni etiche; Il terzo è il cuore narrativo del libro: le storie di Arrigo, Diana, Susanna, Rosa, Meri e Luciano restituiscono voci, esperienze e riflessioni che illuminano la realtà detentiva da dentro; Il quarto presenta i risultati dell’analisi tematica, da cui emergono orientamenti pedagogici concreti per ripensare il lavoro educativo in carcere.| File | Dimensione | Formato | |
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