Nel linguaggio comune diciamo “mi è venuta un’idea”. Da dove è venuta? Come ha fatto ad arrivare? Se uno ha mai scritto una poesia, una canzone, un teorema (più difficile) o ha dipinto qualcosa o ha anche solo trovato un modo brillante per incominciare un tema o un biglietto di auguri, ha provato e vissuto il problema dell’ispirazione, della creatività, dell’emergere dell’idea. Su questo problema, cruciale per ogni estetica, si incentra anche la poetica di Giovanni Pascoli, non a caso di difficile classificazione, divisa come sembra tra religiosità e materialismo, tra spontaneità e precisione, tra infantilismo e sofisticazione. L’articolo affronta l’articolazione tra filosofia positivistica e poetica del fanciullino, mettendola a confronto classicamente con quella di Croce, e delineando un nuovo paradigma conoscitivo che tenga conto di entrambe.
Maddalena, G. (2024). “L’uomo che sa, il fanciullo che sa nulla. Il positivismo e lo sguardo di Pascoli”. Firenze : Diesse Firenze e Toscana.
“L’uomo che sa, il fanciullo che sa nulla. Il positivismo e lo sguardo di Pascoli”
Maddalena Giovanni
2024
Abstract
Nel linguaggio comune diciamo “mi è venuta un’idea”. Da dove è venuta? Come ha fatto ad arrivare? Se uno ha mai scritto una poesia, una canzone, un teorema (più difficile) o ha dipinto qualcosa o ha anche solo trovato un modo brillante per incominciare un tema o un biglietto di auguri, ha provato e vissuto il problema dell’ispirazione, della creatività, dell’emergere dell’idea. Su questo problema, cruciale per ogni estetica, si incentra anche la poetica di Giovanni Pascoli, non a caso di difficile classificazione, divisa come sembra tra religiosità e materialismo, tra spontaneità e precisione, tra infantilismo e sofisticazione. L’articolo affronta l’articolazione tra filosofia positivistica e poetica del fanciullino, mettendola a confronto classicamente con quella di Croce, e delineando un nuovo paradigma conoscitivo che tenga conto di entrambe.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


