Il contributo analizza il ruolo della pelle, dei peli, dei capelli e degli altri escreti corporei nella semiotica medica medievale, concentrandosi in particolare sulla tradizione galenica così come recepita e sviluppata nell’insegnamento medico bolognese tra XIII e XIV secolo. A partire dall’Ars parva di Galeno, tradotta in latino da Costantino Africano e divenuta testo fondamentale nelle università medievali, l’articolo ricostruisce la nozione di segno medico come fenomeno sensibile dotato di valore cognitivo, funzionale alla diagnosi delle disposizioni corporee interne. Dopo aver inquadrato la teoria dei segni nella medicina medievale e il suo rapporto con la tradizione filosofica e teologica, l’attenzione si focalizza sui capelli e sui peli come indicatori della complexio della testa, secondo la dottrina delle qualità elementari e dei processi digestivi interni. Attraverso l’analisi dei commenti di Taddeo Alderotti, Bartolomeo da Varignana, Pietro Torrigiano e Mondino de’ Liuzzi, vengono illustrate le spiegazioni fisico-meccaniche della generazione, della forma, del colore e della quantità dei peli, basate su analogie tratte dall’esperienza sensibile. Il saggio si conclude con l’esame di una quaestio anonima bolognese sulla perdita dei capelli in età senile e sull’aumento dei peli in altre parti del corpo.
Marmo, C. (2025). Pelle, peli ed escreti nella semiotica medica medievale. Venezia : Edizioni Engramma [10.82016/ee928].
Pelle, peli ed escreti nella semiotica medica medievale
C. Marmo
2025
Abstract
Il contributo analizza il ruolo della pelle, dei peli, dei capelli e degli altri escreti corporei nella semiotica medica medievale, concentrandosi in particolare sulla tradizione galenica così come recepita e sviluppata nell’insegnamento medico bolognese tra XIII e XIV secolo. A partire dall’Ars parva di Galeno, tradotta in latino da Costantino Africano e divenuta testo fondamentale nelle università medievali, l’articolo ricostruisce la nozione di segno medico come fenomeno sensibile dotato di valore cognitivo, funzionale alla diagnosi delle disposizioni corporee interne. Dopo aver inquadrato la teoria dei segni nella medicina medievale e il suo rapporto con la tradizione filosofica e teologica, l’attenzione si focalizza sui capelli e sui peli come indicatori della complexio della testa, secondo la dottrina delle qualità elementari e dei processi digestivi interni. Attraverso l’analisi dei commenti di Taddeo Alderotti, Bartolomeo da Varignana, Pietro Torrigiano e Mondino de’ Liuzzi, vengono illustrate le spiegazioni fisico-meccaniche della generazione, della forma, del colore e della quantità dei peli, basate su analogie tratte dall’esperienza sensibile. Il saggio si conclude con l’esame di una quaestio anonima bolognese sulla perdita dei capelli in età senile e sull’aumento dei peli in altre parti del corpo.| File | Dimensione | Formato | |
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