Partendo dalla premessa che ogni atto di violenza si configura, innanzitutto, come una crisi del senso, in questo libro ci interroghiamo con un’ottica semiotica su un particolare tipo di violenza. Di quale scena culturale si parla quando la violenza è di genere? Esiste un genere del male? Quali scenari prendono corpo quando a essere violente sono le donne? Quale la sintagmatica narrativa e passionale che dobbiamo ripercorrere, i ruoli tematici a priori assegnati, intesi come microracconti che condensano i destini e i percorsi dei soggetti implicati, quando si raccontano donne che hanno commesso violenza politica? A seguito di un primo capitolo teorico in discutiamo il modo in cui le donne che hanno agito violenza sono state riconosciute, classificate e, spesso, mostrizzate, nei successivi quattro capitoli si prenderanno in esame casi studio specifici e figure di donne violente realmente esistite, di cui indagheremo la figurazione e l’attorializzazione, dalle naziste della Seconda Guerra mondiale così come ce le racconta un certo cinema, passando per le agenti della polizia segreta di Pinochet, per la zona grigia che caratterizza la narrazione di alcune donne della dittatura argentina, per arrivare alle soldatesse dell’IDF. Il libro si pone come una indagine su alcune figure del male, e sul modo in cui la differenza di genere determina la maniera stessa in cui pensiamo le guerre, i conflitti e la violenza.
Demaria, C., Panico, M., Violi, P. (In stampa/Attività in corso). Il genere del male. Immagini e voci di donne tra violenza agita e zona grigia. Roma : Meltemi.
Il genere del male. Immagini e voci di donne tra violenza agita e zona grigia
C. Demaria
;P. Violi
In corso di stampa
Abstract
Partendo dalla premessa che ogni atto di violenza si configura, innanzitutto, come una crisi del senso, in questo libro ci interroghiamo con un’ottica semiotica su un particolare tipo di violenza. Di quale scena culturale si parla quando la violenza è di genere? Esiste un genere del male? Quali scenari prendono corpo quando a essere violente sono le donne? Quale la sintagmatica narrativa e passionale che dobbiamo ripercorrere, i ruoli tematici a priori assegnati, intesi come microracconti che condensano i destini e i percorsi dei soggetti implicati, quando si raccontano donne che hanno commesso violenza politica? A seguito di un primo capitolo teorico in discutiamo il modo in cui le donne che hanno agito violenza sono state riconosciute, classificate e, spesso, mostrizzate, nei successivi quattro capitoli si prenderanno in esame casi studio specifici e figure di donne violente realmente esistite, di cui indagheremo la figurazione e l’attorializzazione, dalle naziste della Seconda Guerra mondiale così come ce le racconta un certo cinema, passando per le agenti della polizia segreta di Pinochet, per la zona grigia che caratterizza la narrazione di alcune donne della dittatura argentina, per arrivare alle soldatesse dell’IDF. Il libro si pone come una indagine su alcune figure del male, e sul modo in cui la differenza di genere determina la maniera stessa in cui pensiamo le guerre, i conflitti e la violenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



