Alessandro Schiavi (Cesenatico 1872 - Forlì 1965) studia con Antonio Labriola all’università di Roma, laureandosi in giurisprudenza nel 1895. Nella capitale si afferma come giornalista e studioso di scienze sociali. Entra nella prima redazione dell’“Avanti!”, dove rimane fino al 1903. Si trasferisce, quindi, a Milano, allora in piena crescita demografica e industriale, e i suoi interessi si definiscono lungo due filoni principali: l’indagine sociale sulla condizione operaia e l’edilizia popolare. È funzionario della Società Umanitaria, direttore dell’Istituto per le case popolari e assessore comunale nelle prime giunte socialiste della città lombarda (1914-22). Sotto il fascismo non abdica all’impegno intellettuale e sfida la censura del regime, collaborando come traduttore con Giovanni Laterza e Benedetto Croce. Nel secondo dopoguerra è tra i protagonisti della ricostruzione in Romagna, senatore socialdemocratico nella seconda legislatura repubblicana e fervente europeista. Prima ancora che per una federazione di Stati (di governi centrali), Schiavi lotta per una federazione di comunità locali, da realizzare attraverso il Consiglio dei Comuni d’Europa, nato a Ginevra nel 1951. Premi: Il volume ha vinto il premio ANCI-Storia 2009, conferito dalla Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), in collaborazione con la Società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO). Recensioni: M.G. Meriggi, Alessandro Schiavi ovvero la biografia come ritratto di gruppo, in "Italia contemporanea", 2009, n. 255, pp. 353-356 (la stessa recensione è stata pubblicata in francese anche sui "Cahiers Jaurès", 2009); S. Adorno, recensione in "Il mestiere di storico", 2009, n. 1, p. 153; R. Barzanti, recensione in "L'Indice dei libri del mese", 2009, n. 4, p. 44; B. Bonomo, recensione in "Officina della storia", 2010, n. 2, www.officinadellastoria.info.

Alessandro Schiavi. Dal riformismo municipale alla federazione europea dei comuni. Una biografia: 1872-1965

DE MARIA, CARLO
2008

Abstract

Alessandro Schiavi (Cesenatico 1872 - Forlì 1965) studia con Antonio Labriola all’università di Roma, laureandosi in giurisprudenza nel 1895. Nella capitale si afferma come giornalista e studioso di scienze sociali. Entra nella prima redazione dell’“Avanti!”, dove rimane fino al 1903. Si trasferisce, quindi, a Milano, allora in piena crescita demografica e industriale, e i suoi interessi si definiscono lungo due filoni principali: l’indagine sociale sulla condizione operaia e l’edilizia popolare. È funzionario della Società Umanitaria, direttore dell’Istituto per le case popolari e assessore comunale nelle prime giunte socialiste della città lombarda (1914-22). Sotto il fascismo non abdica all’impegno intellettuale e sfida la censura del regime, collaborando come traduttore con Giovanni Laterza e Benedetto Croce. Nel secondo dopoguerra è tra i protagonisti della ricostruzione in Romagna, senatore socialdemocratico nella seconda legislatura repubblicana e fervente europeista. Prima ancora che per una federazione di Stati (di governi centrali), Schiavi lotta per una federazione di comunità locali, da realizzare attraverso il Consiglio dei Comuni d’Europa, nato a Ginevra nel 1951. Premi: Il volume ha vinto il premio ANCI-Storia 2009, conferito dalla Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), in collaborazione con la Società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO). Recensioni: M.G. Meriggi, Alessandro Schiavi ovvero la biografia come ritratto di gruppo, in "Italia contemporanea", 2009, n. 255, pp. 353-356 (la stessa recensione è stata pubblicata in francese anche sui "Cahiers Jaurès", 2009); S. Adorno, recensione in "Il mestiere di storico", 2009, n. 1, p. 153; R. Barzanti, recensione in "L'Indice dei libri del mese", 2009, n. 4, p. 44; B. Bonomo, recensione in "Officina della storia", 2010, n. 2, www.officinadellastoria.info.
328
9788849131086
De Maria C.
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