Firenze città alienata, stretta nella morsa del capitalismo finanziario e della monocoltura del turismo. Alienata è la sua forza lavoro alla catena di montaggio del turismo globale, alienato il suo spazio pubblico, alienata la sua cultura. Tra i principali attori di questa spoliazione, i fondi immobiliari che, proprio nelle città turistiche, trovano un porto sicuro per i propri investimenti. In nome dell’attrazione dei capitali, caserme, aree ferroviarie e altre attrezzature pubbliche sono messe all’incanto: a Firenze, nel raggio di tre chilometri dalla cupola del Brunelleschi, sono venduti circa 370.000 mq di edifici demaniali, destinati poi ad alberghi di lusso e ghetti per abitanti, sempre più ricchi, più nomadi e più cool. La collettività ne esce impoverita e il tessuto sociale polverizzato. Oggi diviene perciò ancora più importante ricostruire collettivamente immaginari e desideri di futuri altri, tra le rovine dell’estrattivismo urbano. Letto attraverso la lente del “giornalismo attivista” e della ricerca-azione, il fenomeno dell’alienazione urbana è qui descritto con testi di approfondimento e di inchiesta apparsi sulla rivista indipendente e autogestita “La Città invisibile”, che da ottobre ha cambiato la propria intestazione in “La Città manifesta”
Agostini, I., Conti, F. (2025). Firenze alienata. Svendita dello spazio pubblico e finanza immobliare. Firenze : perUnaltracittà.
Firenze alienata. Svendita dello spazio pubblico e finanza immobliare
Ilaria AgostiniPrimo
;
2025
Abstract
Firenze città alienata, stretta nella morsa del capitalismo finanziario e della monocoltura del turismo. Alienata è la sua forza lavoro alla catena di montaggio del turismo globale, alienato il suo spazio pubblico, alienata la sua cultura. Tra i principali attori di questa spoliazione, i fondi immobiliari che, proprio nelle città turistiche, trovano un porto sicuro per i propri investimenti. In nome dell’attrazione dei capitali, caserme, aree ferroviarie e altre attrezzature pubbliche sono messe all’incanto: a Firenze, nel raggio di tre chilometri dalla cupola del Brunelleschi, sono venduti circa 370.000 mq di edifici demaniali, destinati poi ad alberghi di lusso e ghetti per abitanti, sempre più ricchi, più nomadi e più cool. La collettività ne esce impoverita e il tessuto sociale polverizzato. Oggi diviene perciò ancora più importante ricostruire collettivamente immaginari e desideri di futuri altri, tra le rovine dell’estrattivismo urbano. Letto attraverso la lente del “giornalismo attivista” e della ricerca-azione, il fenomeno dell’alienazione urbana è qui descritto con testi di approfondimento e di inchiesta apparsi sulla rivista indipendente e autogestita “La Città invisibile”, che da ottobre ha cambiato la propria intestazione in “La Città manifesta”I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


