Il presente saggio affronta il principio dell’intuizione nella fenomenologia di Edmund Husserl, partendo dalla critica ricorrente secondo cui la sua svolta idealistico-trascendentale, con l’introduzione dell’epoché e delle riduzioni, tradirebbe il motto programmatico “alle cose stesse” (zu den Sachen Selbst), isolando di fatto la coscienza dalla realtà. L'articolo si propone di riconsiderare tale giudizio, argomentando come il primato dell'intuizione, lungi dal negare il rapporto con il reale, ne costituisca il più autentico fondamento. Questa tesi viene difesa attraverso un'analisi della dimensione “pre-filosofica” e “dogmatica” che Husserl stabilisce nella prima sezione di Ideen I (1913). Si dimostra come il suo “principio di tutti i principi” fondi ogni conoscenza su una molteplicità di intuizioni originarie, ciascuna corrispondente a una specifica “regione dell’essere” (la natura, il mondo sociale, gli enti formali), garantendo così la pluralità delle ontologie e il radicamento della filosofia nella struttura eidetica delle cose. In definitiva, il saggio evidenzia come l'obiettivo della fenomenologia sia un “vedere il vedere” stesso, un processo che svela le prestazioni intenzionali della coscienza che costituiscono il senso del mondo, riaffermando così la connessione con la realtà anziché reciderla e risolvendo la presunta aporia dell’idealismo husserliano.
Mariani, E. (2024). Lo sguardo sulle cose: Husserl e il principio dell'intuizione. Milano : Mimesis.
Lo sguardo sulle cose: Husserl e il principio dell'intuizione
Emanuele Mariani
2024
Abstract
Il presente saggio affronta il principio dell’intuizione nella fenomenologia di Edmund Husserl, partendo dalla critica ricorrente secondo cui la sua svolta idealistico-trascendentale, con l’introduzione dell’epoché e delle riduzioni, tradirebbe il motto programmatico “alle cose stesse” (zu den Sachen Selbst), isolando di fatto la coscienza dalla realtà. L'articolo si propone di riconsiderare tale giudizio, argomentando come il primato dell'intuizione, lungi dal negare il rapporto con il reale, ne costituisca il più autentico fondamento. Questa tesi viene difesa attraverso un'analisi della dimensione “pre-filosofica” e “dogmatica” che Husserl stabilisce nella prima sezione di Ideen I (1913). Si dimostra come il suo “principio di tutti i principi” fondi ogni conoscenza su una molteplicità di intuizioni originarie, ciascuna corrispondente a una specifica “regione dell’essere” (la natura, il mondo sociale, gli enti formali), garantendo così la pluralità delle ontologie e il radicamento della filosofia nella struttura eidetica delle cose. In definitiva, il saggio evidenzia come l'obiettivo della fenomenologia sia un “vedere il vedere” stesso, un processo che svela le prestazioni intenzionali della coscienza che costituiscono il senso del mondo, riaffermando così la connessione con la realtà anziché reciderla e risolvendo la presunta aporia dell’idealismo husserliano.| File | Dimensione | Formato | |
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