Il capitolo analizza il teatro giapponese classico attraverso il confronto tra bunraku e kabuki, mettendo in luce le specificità storiche, estetiche e performative dei due generi e le loro profonde interconnessioni. A partire dal contesto urbano del periodo Edo, viene ricostruita l’evoluzione parallela di forme teatrali destinate a pubblici diversi ma accomunate da una forte attenzione alla spettacolarità, alla narrazione e alla codificazione dei ruoli. Il bunraku è esaminato come teatro della parola e della mediazione, fondato sulla relazione triangolare tra narratore, musicista e marionetta, mentre il kabuki viene interpretato come teatro del corpo e dell’eccesso visivo, caratterizzato da una performatività fortemente stilizzata. Il capitolo evidenzia come entrambi i generi, pur seguendo traiettorie autonome, condividano repertori, modelli drammaturgici e un comune immaginario culturale, configurandosi come espressioni complementari di una stessa cultura teatrale, capace di coniugare intrattenimento, riflessione sociale e costruzione simbolica dell’esperienza collettiva.
Casari, M. (2025). Bunraku e kabuki: il teatro dei grandi centri urbani. Torino : Einaudi.
Bunraku e kabuki: il teatro dei grandi centri urbani
Matteo Casari
2025
Abstract
Il capitolo analizza il teatro giapponese classico attraverso il confronto tra bunraku e kabuki, mettendo in luce le specificità storiche, estetiche e performative dei due generi e le loro profonde interconnessioni. A partire dal contesto urbano del periodo Edo, viene ricostruita l’evoluzione parallela di forme teatrali destinate a pubblici diversi ma accomunate da una forte attenzione alla spettacolarità, alla narrazione e alla codificazione dei ruoli. Il bunraku è esaminato come teatro della parola e della mediazione, fondato sulla relazione triangolare tra narratore, musicista e marionetta, mentre il kabuki viene interpretato come teatro del corpo e dell’eccesso visivo, caratterizzato da una performatività fortemente stilizzata. Il capitolo evidenzia come entrambi i generi, pur seguendo traiettorie autonome, condividano repertori, modelli drammaturgici e un comune immaginario culturale, configurandosi come espressioni complementari di una stessa cultura teatrale, capace di coniugare intrattenimento, riflessione sociale e costruzione simbolica dell’esperienza collettiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


