L’impossibilità di decidere dove, come e quali testi salvare è una delle conseguenze più profonde e meno analizzate, specialmente in Italia, delle trasformazioni culturali degli ultimi trent’anni. La tecnologia digitale impone di ridefinire le pratiche di archiviazione, conservazione e trasmissione dei testi sedimentate in millenni di storia. La digitalizzazione e automazione dei processi di scrittura, revisione e correzione e, più in generale, l’esplosione del testo giornalistico, letterario ed epistolare in una miriade di canali e piattaforme diverse, che vanno dalle note sul cellulare agli scambi su Whatsapp fino ai testi pubblicati sui social, rischia di rendere problematico il lavoro degli studiosi e di lasciare un vuoto nei processi di selezione e trasferimento della memoria del presente alle generazioni future. Queste problematiche non hanno a che fare soltanto con la conservazione della memoria, cioè con il passato, ma anche e soprattutto con il futuro. Non appartengono solo a chi scrive o lavora nel mondo editoriale o archivistico, riguardano tutti, in un tempo in cui chiunque può pubblicare – testi, diari, fotografie – tutto in un certo senso diventa editoria. Per questo occorre che le competenze editoriali – cura del testo, cultura dell’immagine, sapere archivistico – si diffondano e diventino cultura comune. Da questo nasce il convegno internazionale IL FUTURO DELLA MEMORIA. DOVE COME COSA SALVARE. La volontà è porre al centro del dibattito culturale italiano il compito di adeguare le pratiche della memoria ai cambiamenti avvenuti e in corso. Sono stati coinvolti scrittori e scrittrici, studiosi e studiose di varie discipline, italiani ed esteri, per confrontarsi con l’obbiettivo dichiarato di definire un manifesto programmatico che fissi le linee guida per l’archiviazione e la trasmissione dei testi giornalistici, letterari ed epistolari negli anni a venire.
Italia, P.M.C. (2025). Il futuro della memoria. Cosa, come, dove salvare. Milano : Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Il futuro della memoria. Cosa, come, dove salvare
Paola Maria Carmela Italia
2025
Abstract
L’impossibilità di decidere dove, come e quali testi salvare è una delle conseguenze più profonde e meno analizzate, specialmente in Italia, delle trasformazioni culturali degli ultimi trent’anni. La tecnologia digitale impone di ridefinire le pratiche di archiviazione, conservazione e trasmissione dei testi sedimentate in millenni di storia. La digitalizzazione e automazione dei processi di scrittura, revisione e correzione e, più in generale, l’esplosione del testo giornalistico, letterario ed epistolare in una miriade di canali e piattaforme diverse, che vanno dalle note sul cellulare agli scambi su Whatsapp fino ai testi pubblicati sui social, rischia di rendere problematico il lavoro degli studiosi e di lasciare un vuoto nei processi di selezione e trasferimento della memoria del presente alle generazioni future. Queste problematiche non hanno a che fare soltanto con la conservazione della memoria, cioè con il passato, ma anche e soprattutto con il futuro. Non appartengono solo a chi scrive o lavora nel mondo editoriale o archivistico, riguardano tutti, in un tempo in cui chiunque può pubblicare – testi, diari, fotografie – tutto in un certo senso diventa editoria. Per questo occorre che le competenze editoriali – cura del testo, cultura dell’immagine, sapere archivistico – si diffondano e diventino cultura comune. Da questo nasce il convegno internazionale IL FUTURO DELLA MEMORIA. DOVE COME COSA SALVARE. La volontà è porre al centro del dibattito culturale italiano il compito di adeguare le pratiche della memoria ai cambiamenti avvenuti e in corso. Sono stati coinvolti scrittori e scrittrici, studiosi e studiose di varie discipline, italiani ed esteri, per confrontarsi con l’obbiettivo dichiarato di definire un manifesto programmatico che fissi le linee guida per l’archiviazione e la trasmissione dei testi giornalistici, letterari ed epistolari negli anni a venire.| File | Dimensione | Formato | |
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