In questo lavoro consideriamo le pratiche del camminare che possibile strumento per riportare a ritmi di vita più lenti e riflessivi che permettano di relazionarsi con l’ambiente e le comunità locali. Ipotizziamo infatti che al cammino possa essere riconosciuto un potenziale di innovazione sociale e culturale, capace di risignificare gli sguardi sull’esperienza di viaggio nonché di conoscenza e valorizzazione turistica di un territorio. Attualmente il camminare è allo zenith del suo successo, confermato non solo dalla produzione letteraria e scientifica ma anche dalle stime sui più rilevanti cammini europei e italiani, che vedono moltiplicarsi le presenze con tendenze di ulteriore crescita (Terre di Mezzo, 2023). Questa walking revolution è sicuramente sostenuta anche da politiche ed attenzioni istituzionali. In Italia, ad esempio, il 2016 viene proclamato Anno dei Cammini dall’allora ministro Franceschini, con la volontà di valorizzare il ricco patrimonio nazionale di percorsi naturalistici, culturali, religiosi e storici. In questo lavoro si cerca di fare emergere il cammino come esito di un processo in cui la relazionalità tra uomo e ambiente svolge un ruolo fondamentale (Mela, Battaglini, Palazzo, 2024). L’attenzione viene posta in particolare su quei cammini che attraversano territori non passivi e silenziosi, ma che raccontano storie e danno valore alla relazionalità, territori dove attori umani e non umani co-evolvono (Beretta, 2022) e concorrono nel definire politiche di valorizzazione turistica del territorio. Lentezza e Socialità sono le parole chiave che sembrano riassumere le due direttrici su cui si sta orientando il rilancio di molte aree interne italiane, in particolare nelle zone appenniniche, luoghi in cui proprio i cammini si stanno rivelando un’opportunità di sviluppo quantitativamente e qualitativamente diverso da quello tipico della società industriale. A partire da questo quadro, il contributo si concentra sul territorio bolognese e prenderà in considerazione il caso della Via degli Dei, un cammino che unisce Bologna a Firenze e che, negli ultimi anni, ha visto un’importante crescita di flussi turistici nonché di strutture ricettive e infrastrutture di servizio per i camminatori. Nello specifico, lentezza e socialità sono le chiavi di lettura di quanto avvenuto a Madonna dei Fornelli, frazione appenninica ubicata proprio su quel percorso.

De Salvo, P., Manella, G. (2025). Tra socialità e lentezza: il ruolo dei cammini per i territori appenninici. Il caso della Via degli Dei. Milano : FrancoAngeli.

Tra socialità e lentezza: il ruolo dei cammini per i territori appenninici. Il caso della Via degli Dei

Gabriele Manella
2025

Abstract

In questo lavoro consideriamo le pratiche del camminare che possibile strumento per riportare a ritmi di vita più lenti e riflessivi che permettano di relazionarsi con l’ambiente e le comunità locali. Ipotizziamo infatti che al cammino possa essere riconosciuto un potenziale di innovazione sociale e culturale, capace di risignificare gli sguardi sull’esperienza di viaggio nonché di conoscenza e valorizzazione turistica di un territorio. Attualmente il camminare è allo zenith del suo successo, confermato non solo dalla produzione letteraria e scientifica ma anche dalle stime sui più rilevanti cammini europei e italiani, che vedono moltiplicarsi le presenze con tendenze di ulteriore crescita (Terre di Mezzo, 2023). Questa walking revolution è sicuramente sostenuta anche da politiche ed attenzioni istituzionali. In Italia, ad esempio, il 2016 viene proclamato Anno dei Cammini dall’allora ministro Franceschini, con la volontà di valorizzare il ricco patrimonio nazionale di percorsi naturalistici, culturali, religiosi e storici. In questo lavoro si cerca di fare emergere il cammino come esito di un processo in cui la relazionalità tra uomo e ambiente svolge un ruolo fondamentale (Mela, Battaglini, Palazzo, 2024). L’attenzione viene posta in particolare su quei cammini che attraversano territori non passivi e silenziosi, ma che raccontano storie e danno valore alla relazionalità, territori dove attori umani e non umani co-evolvono (Beretta, 2022) e concorrono nel definire politiche di valorizzazione turistica del territorio. Lentezza e Socialità sono le parole chiave che sembrano riassumere le due direttrici su cui si sta orientando il rilancio di molte aree interne italiane, in particolare nelle zone appenniniche, luoghi in cui proprio i cammini si stanno rivelando un’opportunità di sviluppo quantitativamente e qualitativamente diverso da quello tipico della società industriale. A partire da questo quadro, il contributo si concentra sul territorio bolognese e prenderà in considerazione il caso della Via degli Dei, un cammino che unisce Bologna a Firenze e che, negli ultimi anni, ha visto un’importante crescita di flussi turistici nonché di strutture ricettive e infrastrutture di servizio per i camminatori. Nello specifico, lentezza e socialità sono le chiavi di lettura di quanto avvenuto a Madonna dei Fornelli, frazione appenninica ubicata proprio su quel percorso.
2025
Oltre il turismo? Viaggi e viaggiatori nella società del (post)Covid
161
177
De Salvo, P., Manella, G. (2025). Tra socialità e lentezza: il ruolo dei cammini per i territori appenninici. Il caso della Via degli Dei. Milano : FrancoAngeli.
De Salvo, Paola; Manella, Gabriele
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1034812
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact