Il turismo è stato spesso definito la “più grande industria del mondo”. Secondo i dati e le proiezioni del World Travel Tourism Council, infatti, il movimento di affari legato al turismo nel 2024 si aggira sui 10,9 trilioni di dollari, cioè un +8,5% rispetto al 2023 e +6% rispetto al 2019, ultimo anno del pre-pandemia. Questo si riflette in un contributo di circa il 10% al PIL mondiale. Sempre secondo queste stime, la spesa dei viaggiatori internazionali nel 2024 ha segnato +12% rispetto all’anno precedente e quelle nazionali un +5,4%. Infine, si stima che intorno al turismo si siano creati circa 357 milioni di posti di lavoro di lavoro, intorno al 10% di quelli totali (WTTC, 2025). Queste cifre, per quanto approssimative, ci dicono chiaramente che il settore turistico mostra non solo una diffusione sempre maggiore nel pianeta ma anche una straordinaria capacità di riprendersi da qualsiasi crisi. Sappiamo bene che arrivi e presenze crollarono con il Covid-19 nel 2020 ma, dopo una ripresa relativamente timida nel 2021, abbiamo assistito ad una ben più decisa già dal 2022, per arrivare appunto ai dati del 2024 che uguagliano ed in molte zone superano i flussi turistici pre-pandemici. La tendenza ad una ripresa più o meno rapida dei viaggi, peraltro, era già avvenuta con diverse altre crisi degli ultimi decenni, da quella legata all’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York a quella legata alla crisi economico-finanziaria del 2007-2008. Se tutto questo è vero, è altrettanto vero che le criticità e le stridenti contraddizioni del turismo sembrano crescere di pari passo all’espansione del fenomeno: l’impatto sui servizi e sugli ecosistemi dei territori, il sovraffollamento almeno in alta stagione, il crearsi di una diffusa bolla immobiliare che fa lievitare i prezzi degli alloggi, l’emarginazione ed i conflitti che si creano con la popolazione locale o con alcune parti più vulnerabili (gli studenti e le famiglie numerose)… Questi sono solo tra gli effetti collaterali più citati del turismo di oggi e, dopo la pausa della pandemia, sembrano purtroppo tornati a crescere. Tutto questo rafforza la consapevolezza dell’importanza di una analisi sociologica che affianchi le numerose altre discipline che si occupano di turismo, ma anche quella di favorire il confronto tra realtà territoriali diverse ma spesso toccate da problemi molto simili. Ciò sembra particolarmente sensato per la regione mediterranea, caratterizzata da una storia e da relazioni plurimillenarie e che, nonostante la forte instabilità socio-politica e una concorrenza globale sempre più agguerrita, rimane l’area che attira la quota maggiore di turismo internazionale (Plan Bleu, 2022, pp. 16-17). È proprio intorno alla dimensione mediterranea, quindi, che diventa importante concentrare uno sforzo di riflessione sociologica per analizzare sfide quali le opportunità offerte dai processi di globalizzazione, l’ampliamento del campo d’azione della comunità locale e del sistema delle imprese, le nuove dimensioni regionali in cui il mare, da frontiera tra sistemi socioculturali diversi, diventa collegamento tra territori e risorse, comprese quelle dell’entroterra. In questo contributo si parte da queste considerazioni per ripercorrere le principali tematiche dei dieci convegni ASTMed e gli aspetti principali dei contributi del volume.

Manella, G. (2025). Oltre il Covid e oltre il turismo? Un’introduzione. Milano : Fran.

Oltre il Covid e oltre il turismo? Un’introduzione

manella, gabriele
2025

Abstract

Il turismo è stato spesso definito la “più grande industria del mondo”. Secondo i dati e le proiezioni del World Travel Tourism Council, infatti, il movimento di affari legato al turismo nel 2024 si aggira sui 10,9 trilioni di dollari, cioè un +8,5% rispetto al 2023 e +6% rispetto al 2019, ultimo anno del pre-pandemia. Questo si riflette in un contributo di circa il 10% al PIL mondiale. Sempre secondo queste stime, la spesa dei viaggiatori internazionali nel 2024 ha segnato +12% rispetto all’anno precedente e quelle nazionali un +5,4%. Infine, si stima che intorno al turismo si siano creati circa 357 milioni di posti di lavoro di lavoro, intorno al 10% di quelli totali (WTTC, 2025). Queste cifre, per quanto approssimative, ci dicono chiaramente che il settore turistico mostra non solo una diffusione sempre maggiore nel pianeta ma anche una straordinaria capacità di riprendersi da qualsiasi crisi. Sappiamo bene che arrivi e presenze crollarono con il Covid-19 nel 2020 ma, dopo una ripresa relativamente timida nel 2021, abbiamo assistito ad una ben più decisa già dal 2022, per arrivare appunto ai dati del 2024 che uguagliano ed in molte zone superano i flussi turistici pre-pandemici. La tendenza ad una ripresa più o meno rapida dei viaggi, peraltro, era già avvenuta con diverse altre crisi degli ultimi decenni, da quella legata all’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York a quella legata alla crisi economico-finanziaria del 2007-2008. Se tutto questo è vero, è altrettanto vero che le criticità e le stridenti contraddizioni del turismo sembrano crescere di pari passo all’espansione del fenomeno: l’impatto sui servizi e sugli ecosistemi dei territori, il sovraffollamento almeno in alta stagione, il crearsi di una diffusa bolla immobiliare che fa lievitare i prezzi degli alloggi, l’emarginazione ed i conflitti che si creano con la popolazione locale o con alcune parti più vulnerabili (gli studenti e le famiglie numerose)… Questi sono solo tra gli effetti collaterali più citati del turismo di oggi e, dopo la pausa della pandemia, sembrano purtroppo tornati a crescere. Tutto questo rafforza la consapevolezza dell’importanza di una analisi sociologica che affianchi le numerose altre discipline che si occupano di turismo, ma anche quella di favorire il confronto tra realtà territoriali diverse ma spesso toccate da problemi molto simili. Ciò sembra particolarmente sensato per la regione mediterranea, caratterizzata da una storia e da relazioni plurimillenarie e che, nonostante la forte instabilità socio-politica e una concorrenza globale sempre più agguerrita, rimane l’area che attira la quota maggiore di turismo internazionale (Plan Bleu, 2022, pp. 16-17). È proprio intorno alla dimensione mediterranea, quindi, che diventa importante concentrare uno sforzo di riflessione sociologica per analizzare sfide quali le opportunità offerte dai processi di globalizzazione, l’ampliamento del campo d’azione della comunità locale e del sistema delle imprese, le nuove dimensioni regionali in cui il mare, da frontiera tra sistemi socioculturali diversi, diventa collegamento tra territori e risorse, comprese quelle dell’entroterra. In questo contributo si parte da queste considerazioni per ripercorrere le principali tematiche dei dieci convegni ASTMed e gli aspetti principali dei contributi del volume.
2025
Oltre il turismo? Viaggi e viaggiatori nella società del (post)Covid
9
34
Manella, G. (2025). Oltre il Covid e oltre il turismo? Un’introduzione. Milano : Fran.
Manella, Gabriele
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1034811
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