Nella varietà delle differenti concrete manifestazioni, cibo e vino rappresentano entrambi fattori d’identità primari e precoci, già secoli prima che il nostro paese raggiungesse l’unità politica e, dopo ancora, quella linguistica. I repertori gastronomici di larga diffusione e i testi scientificamente rilevanti si caratterizzano per una minore presenza di denominazioni del vino (e di bevande in genere) rispetto ai nomi di cibi, pertanto vale la pena di inoltrarsi su una pista specifica ancora relativamente poco esplorata (le denominazioni dei vini), e tuttavia altrettanto significativa rispetto a quella prevalente (le denominazioni dei cibi), battutissima dalla ricerca. Punto di approdo ideale dell’intera ricerca è il Vocabolario Storico della Lingua Italiana della Gastronomia (VoSLIG), che riguarda per intero il periodo compreso dall’età medievale all’Unità e in cui troviamo repertoriate denominazioni enologiche. In questa prima fase, l’indagine parte dalle parole designanti il vino presenti in alcune opere di Giulio Cesare Cortese, autore che occupa una posizione preminente nel panorama dei grandi autori napoletani del Seicento. I risultati sono messi a confronto con le attestazioni provenienti da altri testi pressappoco coevi, dai consueti repertori lessicografici napoletani, a partire da quelli ottocenteschi, allargando via via lo sguardo a fonti non locali, italiane e (quando è il caso) straniere.
Coluccia, C. (2025). Una lunga tradizione: parole del vino a Napoli. Firenze : Leo S. Olschki.
Una lunga tradizione: parole del vino a Napoli
Chiara Coluccia
2025
Abstract
Nella varietà delle differenti concrete manifestazioni, cibo e vino rappresentano entrambi fattori d’identità primari e precoci, già secoli prima che il nostro paese raggiungesse l’unità politica e, dopo ancora, quella linguistica. I repertori gastronomici di larga diffusione e i testi scientificamente rilevanti si caratterizzano per una minore presenza di denominazioni del vino (e di bevande in genere) rispetto ai nomi di cibi, pertanto vale la pena di inoltrarsi su una pista specifica ancora relativamente poco esplorata (le denominazioni dei vini), e tuttavia altrettanto significativa rispetto a quella prevalente (le denominazioni dei cibi), battutissima dalla ricerca. Punto di approdo ideale dell’intera ricerca è il Vocabolario Storico della Lingua Italiana della Gastronomia (VoSLIG), che riguarda per intero il periodo compreso dall’età medievale all’Unità e in cui troviamo repertoriate denominazioni enologiche. In questa prima fase, l’indagine parte dalle parole designanti il vino presenti in alcune opere di Giulio Cesare Cortese, autore che occupa una posizione preminente nel panorama dei grandi autori napoletani del Seicento. I risultati sono messi a confronto con le attestazioni provenienti da altri testi pressappoco coevi, dai consueti repertori lessicografici napoletani, a partire da quelli ottocenteschi, allargando via via lo sguardo a fonti non locali, italiane e (quando è il caso) straniere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


