Il volume offre una rilettura dell’Antipurgatorio dantesco che mette in discussione la tradizionale interpretazione di Catone l’Uticense come modello di perfezione spirituale e incarnazione esemplare dell’ethos purgatoriale. Nei canti iniziali del Purgatorio, accanto alla venerazione indubbiamente tributata all’eroe pagano, si affollano i segni dell’insufficienza del sistema di valori che egli rappresenta. Infatti, benché se ne elogi e ammiri la rigorosa scrupolosità, la legge di Catone, nella seconda cantica, sembra destinata inesorabilmente al superamento, poiché la sua lezione viene progressivamente integrata dal confronto con altre figure depositarie di un’idea di salvezza che egli non sa e non vuole comprendere: un percorso, cioè, fondato non sull’autosufficienza eroica, ma sulla cooperazione e sulla condivisione spirituale. L’espiazione purgatoriale apparirà così come un processo dinamico di trasformazione, in cui la libertà si compie nell’apertura all’altro e la carità diventa principio unificante di giustizia e misericordia. Proponendo una lettura dell’Antipurgatorio all’insegna di ‘quel che Catone non sa’, il volume mostra come il cammino dell’anima verso Dio descritto da Dante implichi la progressiva riconciliazione in una sintesi superiore di realtà terrena e ultraterrena, anima e corpo, amore umano e divino, poesia sacra e profana, libertà e abbandono alla divina provvidenza.
Mangini, A.M. (2025). Quel che Catone non sa. Studi sull'Antipurgatorio. Firenze : Leo S. Olschki.
Quel che Catone non sa. Studi sull'Antipurgatorio
Mangini, Angelo Maria
2025
Abstract
Il volume offre una rilettura dell’Antipurgatorio dantesco che mette in discussione la tradizionale interpretazione di Catone l’Uticense come modello di perfezione spirituale e incarnazione esemplare dell’ethos purgatoriale. Nei canti iniziali del Purgatorio, accanto alla venerazione indubbiamente tributata all’eroe pagano, si affollano i segni dell’insufficienza del sistema di valori che egli rappresenta. Infatti, benché se ne elogi e ammiri la rigorosa scrupolosità, la legge di Catone, nella seconda cantica, sembra destinata inesorabilmente al superamento, poiché la sua lezione viene progressivamente integrata dal confronto con altre figure depositarie di un’idea di salvezza che egli non sa e non vuole comprendere: un percorso, cioè, fondato non sull’autosufficienza eroica, ma sulla cooperazione e sulla condivisione spirituale. L’espiazione purgatoriale apparirà così come un processo dinamico di trasformazione, in cui la libertà si compie nell’apertura all’altro e la carità diventa principio unificante di giustizia e misericordia. Proponendo una lettura dell’Antipurgatorio all’insegna di ‘quel che Catone non sa’, il volume mostra come il cammino dell’anima verso Dio descritto da Dante implichi la progressiva riconciliazione in una sintesi superiore di realtà terrena e ultraterrena, anima e corpo, amore umano e divino, poesia sacra e profana, libertà e abbandono alla divina provvidenza.| File | Dimensione | Formato | |
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