Nel maggio 2025 si è celebrato il bicentenario della morte del padre Stanislao Mattei, frate francescano nato a Bologna nel 1750, lì stabilmente vissuto e attivo, e lì scomparso settantacinque anni dopo; egli non solo fu l’allievo prediletto del maestro di Wolfgang Amadé Mozart, ossia il padre Giambattista Martini, che nel 1784 gli lasciò le redini della cappella musicale del convento di S. Francesco, ma anche costituì una figura-cardine nella vita musicale bolognese tra Sette e Ottocento. Aggregato all’Accademia dei Filarmonici nel 1799, Mattei la presiedette poi per tre volte (nel 1803, 1808 e 1818); nel 1804 fu tra i fondatori del Liceo Filarmonico (poi Musicale) di Bologna, precursore dell’attuale Conservatorio, ove insegnò Contrappunto e Composizione a numerosi futuri grandi musicisti, tra i quali Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Francesco Morlacchi; a lui si deve inoltre la donazione alla Municipalità della preziosissima biblioteca e galleria di ritratti appartenute a Martini, ossia il nucleo costitutivo del patrimonio oggi conservato nel Museo internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (e invidiato a livello internazionale): egli seppe preservare questi tesori dalle confische napoleoniche e li incrementò anche di numerosi pezzi di pregio, mancanti o non più reperibili nelle collezioni martiniane. La figura insieme umile e insigne di Mattei è stata celebrata attraverso un concerto dedicato all’Oratorio della Passione, sul celebre libretto di Pietro Metastasio: la partitura, preparata nel 1792 e revisionata nei decenni successivi, fu assai ammirata, amata e ricercata dal pubblico erudito e dalle case regnanti. L’esecuzione bolognese del 1806 vide la partecipazione, tra i solisti, di Rossini, il quale, quattordicenne e abile anche nel canto, sostenne come contralto la parte di Maria Maddalena; proprio tale esibizione gli fruttò l’agognata aggregazione all’Accademia dei Filarmonici, la quale avvenne dunque prima come cantante che come compositore.
Pasquini, E. (2025). La passione di Gesù Cristo signor nostro. Oratorio di Stanislao Mattei su libretto di Pietro Metastasio. Progetto e edizione critica delle musiche a cura di Elisabetta Pasquini; prima esecuzione integrale della seconda versione dell’oratorio.
La passione di Gesù Cristo signor nostro. Oratorio di Stanislao Mattei su libretto di Pietro Metastasio. Progetto e edizione critica delle musiche a cura di Elisabetta Pasquini; prima esecuzione integrale della seconda versione dell’oratorio
Elisabetta Pasquini
2025
Abstract
Nel maggio 2025 si è celebrato il bicentenario della morte del padre Stanislao Mattei, frate francescano nato a Bologna nel 1750, lì stabilmente vissuto e attivo, e lì scomparso settantacinque anni dopo; egli non solo fu l’allievo prediletto del maestro di Wolfgang Amadé Mozart, ossia il padre Giambattista Martini, che nel 1784 gli lasciò le redini della cappella musicale del convento di S. Francesco, ma anche costituì una figura-cardine nella vita musicale bolognese tra Sette e Ottocento. Aggregato all’Accademia dei Filarmonici nel 1799, Mattei la presiedette poi per tre volte (nel 1803, 1808 e 1818); nel 1804 fu tra i fondatori del Liceo Filarmonico (poi Musicale) di Bologna, precursore dell’attuale Conservatorio, ove insegnò Contrappunto e Composizione a numerosi futuri grandi musicisti, tra i quali Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Francesco Morlacchi; a lui si deve inoltre la donazione alla Municipalità della preziosissima biblioteca e galleria di ritratti appartenute a Martini, ossia il nucleo costitutivo del patrimonio oggi conservato nel Museo internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (e invidiato a livello internazionale): egli seppe preservare questi tesori dalle confische napoleoniche e li incrementò anche di numerosi pezzi di pregio, mancanti o non più reperibili nelle collezioni martiniane. La figura insieme umile e insigne di Mattei è stata celebrata attraverso un concerto dedicato all’Oratorio della Passione, sul celebre libretto di Pietro Metastasio: la partitura, preparata nel 1792 e revisionata nei decenni successivi, fu assai ammirata, amata e ricercata dal pubblico erudito e dalle case regnanti. L’esecuzione bolognese del 1806 vide la partecipazione, tra i solisti, di Rossini, il quale, quattordicenne e abile anche nel canto, sostenne come contralto la parte di Maria Maddalena; proprio tale esibizione gli fruttò l’agognata aggregazione all’Accademia dei Filarmonici, la quale avvenne dunque prima come cantante che come compositore.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


