La monografia analizza in chiave critica il dibattito teorico statunitense sul sindacato giudiziale di costituzionalità delle leggi (judicial review), per dar conto dei suoi intrecci con gli sviluppi giurisprudenziali e far luce, senza pretesa di esaustività, sui suoi passaggi ed esiti più rilevanti. La prima parte del libro offre una ricostruzione delle radici ideologiche della Costituzione americana e delle sue basi filosofiche, per delineare sia il doppio “registro” che la contraddistingue, tenendo insieme sovranità popolare e governo delle leggi, sia i meccanismi e gli sviluppi storici del rapporto tra potere politico e potere giudiziario nell’ordinamento federale, specie nella sfera della giustizia costituzionale. Nella seconda parte del libro, si sviluppa l’analisi delle principali questioni teoriche sollevate dal judicial review e al centro del dibattito teorico-costituzionale: 1) In primo luogo, la tensione tra costituzionalismo e democrazia, che nei fori della giustizia costituzionale diventa tangibile e solleva la cosiddetta "difficoltà anti-maggioritaria"; 2) in secondo luogo, la questione interpretativa: come si deve leggere la Costituzione federale? Quanto si deve restare fedeli al suo testo? Il significato delle sue norme può essere attualizzato dal giudice delle leggi o deve ritenersi cristallizzato e “fermo” al tempo della ratifica della costituzione?; 3) in terzo luogo, la questione dei diritti costituzionali e della loro tutela: chi è legittimato a “riempire” di contenuti la tutela costituzionale dei diritti? Le corti possono farlo? Come?; 4) in quarto, e ultimo luogo, il problema dei limiti esterni all’azione giudiziaria: esiste una linea di confine tra questioni politiche e questioni giustiziabili? Quali regole democratiche si sottraggono al giudizio delle corti? Ciascuna di tali questioni è oggetto di un’analisi critica sviluppata su un doppio livello, che vuole riprodurre quello del dibattito teorico americano: a un primo livello, si prendono in esame alcune pronunce delle Supreme Court, che consentono di cogliere sia la portata delle questioni che il judicial review solleva sia gli argomenti usati dalla giurisprudenza per misurarsi con esse; a un secondo livello, si prendono in esame gli argomenti e le soluzioni avanzati nel dibattito teorico, inestricabilmente legati ai percorsi tracciati dalla giurisprudenza. In tal modo, teoria e prassi del judicial review vengono approfonditi nei loro sviluppi più significativi, seguendo l’andamento circolare del rapporto tra essi: dalle decisioni giudiziali alla riflessione teorica e da quest’ultima alle prime.

Le ragioni della costituzione. La Corte Suprema americana, i diritti e le regole della democrazia

VALENTINI, CHIARA
2011

Abstract

La monografia analizza in chiave critica il dibattito teorico statunitense sul sindacato giudiziale di costituzionalità delle leggi (judicial review), per dar conto dei suoi intrecci con gli sviluppi giurisprudenziali e far luce, senza pretesa di esaustività, sui suoi passaggi ed esiti più rilevanti. La prima parte del libro offre una ricostruzione delle radici ideologiche della Costituzione americana e delle sue basi filosofiche, per delineare sia il doppio “registro” che la contraddistingue, tenendo insieme sovranità popolare e governo delle leggi, sia i meccanismi e gli sviluppi storici del rapporto tra potere politico e potere giudiziario nell’ordinamento federale, specie nella sfera della giustizia costituzionale. Nella seconda parte del libro, si sviluppa l’analisi delle principali questioni teoriche sollevate dal judicial review e al centro del dibattito teorico-costituzionale: 1) In primo luogo, la tensione tra costituzionalismo e democrazia, che nei fori della giustizia costituzionale diventa tangibile e solleva la cosiddetta "difficoltà anti-maggioritaria"; 2) in secondo luogo, la questione interpretativa: come si deve leggere la Costituzione federale? Quanto si deve restare fedeli al suo testo? Il significato delle sue norme può essere attualizzato dal giudice delle leggi o deve ritenersi cristallizzato e “fermo” al tempo della ratifica della costituzione?; 3) in terzo luogo, la questione dei diritti costituzionali e della loro tutela: chi è legittimato a “riempire” di contenuti la tutela costituzionale dei diritti? Le corti possono farlo? Come?; 4) in quarto, e ultimo luogo, il problema dei limiti esterni all’azione giudiziaria: esiste una linea di confine tra questioni politiche e questioni giustiziabili? Quali regole democratiche si sottraggono al giudizio delle corti? Ciascuna di tali questioni è oggetto di un’analisi critica sviluppata su un doppio livello, che vuole riprodurre quello del dibattito teorico americano: a un primo livello, si prendono in esame alcune pronunce delle Supreme Court, che consentono di cogliere sia la portata delle questioni che il judicial review solleva sia gli argomenti usati dalla giurisprudenza per misurarsi con esse; a un secondo livello, si prendono in esame gli argomenti e le soluzioni avanzati nel dibattito teorico, inestricabilmente legati ai percorsi tracciati dalla giurisprudenza. In tal modo, teoria e prassi del judicial review vengono approfonditi nei loro sviluppi più significativi, seguendo l’andamento circolare del rapporto tra essi: dalle decisioni giudiziali alla riflessione teorica e da quest’ultima alle prime.
412
9788834819456
C. Valentini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/103220
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