Lo studio analizza la relazione tra migrazione, condizioni di vita e mortalità tra gli immigrati europei negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, periodo in cui non si osserva il consueto “healthy migrant effect”. A differenza di quanto documentato in altri contesti, gli immigrati presentavano tassi di mortalità spesso superiori alla popolazione non migrante, a causa del quadro epidemiologico dominato da malattie infettive, delle condizioni urbane insalubri e delle diffuse discriminazioni socioeconomiche. Il contributo evidenzia una forte eterogeneità tra gruppi nazionali, mostrando come origine geografica, inserimento occupazionale, modelli insediativi e livelli di stigmatizzazione influenzassero le traiettorie di salute e longevità. Sulla base di dati genealogici digitali, l’analisi rileva differenze significative nella sopravvivenza, con penalizzazioni più marcate per irlandesi, russi ed europei orientali. I risultati confermano la necessità di considerare la diversità interna alla popolazione migrante per comprendere appieno i meccanismi che determinano vantaggi o svantaggi di salute.
Minardi, S., Puschmann, P., Barban, N. (2025). Origini e condizioni di vita degli immigrati europei negli Stati Uniti tra fine Ottocento e inizio Novecento. Udine : Forum Editrice Universitaria Udinese 2025.
Origini e condizioni di vita degli immigrati europei negli Stati Uniti tra fine Ottocento e inizio Novecento
Saverio Minardi
;Paul Puschmann;Nicola Barban
2025
Abstract
Lo studio analizza la relazione tra migrazione, condizioni di vita e mortalità tra gli immigrati europei negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, periodo in cui non si osserva il consueto “healthy migrant effect”. A differenza di quanto documentato in altri contesti, gli immigrati presentavano tassi di mortalità spesso superiori alla popolazione non migrante, a causa del quadro epidemiologico dominato da malattie infettive, delle condizioni urbane insalubri e delle diffuse discriminazioni socioeconomiche. Il contributo evidenzia una forte eterogeneità tra gruppi nazionali, mostrando come origine geografica, inserimento occupazionale, modelli insediativi e livelli di stigmatizzazione influenzassero le traiettorie di salute e longevità. Sulla base di dati genealogici digitali, l’analisi rileva differenze significative nella sopravvivenza, con penalizzazioni più marcate per irlandesi, russi ed europei orientali. I risultati confermano la necessità di considerare la diversità interna alla popolazione migrante per comprendere appieno i meccanismi che determinano vantaggi o svantaggi di salute.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


