Le marginalità femminili, oggetto negli ultimi decenni degli interessi di un'ampia storiografia anche internazionale , hanno permesso di sviluppare uno sguardo critico particolare verso la realtà - non solo delle donne, naturalmente- : uno sguardo che dall’esterno si muove verso l’interno e dall’interno verso l’esterno e che permette di provare a interpretare sia il centro sia il margine e di cogliere, dunque, l’esistenza di un universo intero, della società intesa come corpo principale composto sia dal margine sia dal centro. Tale sguardo, che attraversa un’ampia cronologia, si nutre da un lato della consapevolezza della separazione tra margine e centro , dall’altro, del continuo riconoscimento del margine come parte necessaria e vitale di quell’insieme, attribuendo un senso di interezza a chi può/deve esercitarlo, rafforzando meccanismi identitari e di solidarietà e dando vigore a forme di indisciplina. Senza voler in alcun modo accreditare anacronismi o analogie metodologicamente infondate e scorrette, la suggestione dello sguardo di chi abita i margini richiama gli sguardi particolari e le capacità analitiche di chi, come storico o storica, studia e analizza le marginalità nelle loro relazioni con il centro, consapevole della necessità di quei margini per il centro, e viceversa.
Roversi Monaco, F., Lagioia, V., Montesano, M. (2025). Introduzione. Roma : Viella.
Introduzione
Francesca Roversi Monaco;Vincenzo Lagioia;
2025
Abstract
Le marginalità femminili, oggetto negli ultimi decenni degli interessi di un'ampia storiografia anche internazionale , hanno permesso di sviluppare uno sguardo critico particolare verso la realtà - non solo delle donne, naturalmente- : uno sguardo che dall’esterno si muove verso l’interno e dall’interno verso l’esterno e che permette di provare a interpretare sia il centro sia il margine e di cogliere, dunque, l’esistenza di un universo intero, della società intesa come corpo principale composto sia dal margine sia dal centro. Tale sguardo, che attraversa un’ampia cronologia, si nutre da un lato della consapevolezza della separazione tra margine e centro , dall’altro, del continuo riconoscimento del margine come parte necessaria e vitale di quell’insieme, attribuendo un senso di interezza a chi può/deve esercitarlo, rafforzando meccanismi identitari e di solidarietà e dando vigore a forme di indisciplina. Senza voler in alcun modo accreditare anacronismi o analogie metodologicamente infondate e scorrette, la suggestione dello sguardo di chi abita i margini richiama gli sguardi particolari e le capacità analitiche di chi, come storico o storica, studia e analizza le marginalità nelle loro relazioni con il centro, consapevole della necessità di quei margini per il centro, e viceversa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


