Negli ultimi anni, il concetto di resilienza si sta trasformato, passando da una semplice capacità di resistere e riprendersi dagli shock a un approccio più dinamico e adattivo. Tuttavia, nel contesto attuale, segnato da crisi ricorrenti, accelerazione tecnologica e interconnessioni globali, la resilienza da sola sembra non bastare più. Per affrontare l’incertezza e sfruttarla a proprio vantaggio, le organizzazioni devono adottare un modello che vada oltre la semplice risposta agli imprevisti, trasformando le difficoltà in opportunità di crescita. Questo paradigma si allinea con l’antifragilità, resa celebre da Nassim Nicholas Taleb, che esprime la capacità di rafforzarsi e migliorarsi grazie a incertezze e perturbazioni. L’antifragilità non rappresenta solo un’evoluzione della resilienza1 ma un vero e proprio cambio di prospettiva: mentre la resilienza mira a ripristinare lo stato precedente dopo una crisi, l’antifragilità consente di trasformare l’instabilità in una opportunità di crescita e miglioramento continuo. Questo processo include una fase intermedia di transilienza, segnata da un adattamento progressivo, e si traduce nell’adozione di strategie di innovazione capaci di aumentare la competitività e la flessibilità delle organizzazioni. In questo scenario, gli standard internazionali della serie ISO 56000, con particolare attenzione alla ISO 56001, offrono un quadro metodologico per la gestione dell’innovazione, contribuendo a rafforzare l’antifragilità nei processi aziendali. In Italia la Prassi UNI/PdR 155:2023 ha formalizzato questa definizione, segnando il passaggio da una logica di protezione a una di valorizzazione dell’incertezza. L’antifragilità non è solo una strategia cruciale per le organizzazioni, ma ha un impatto più ampio, con ricadute positive anche a livello sociale ed economico. Le organizzazioni che abbracciano questa mentalità non solo resistono ai cambiamenti, ma ne escono rafforzate, più innovative e pronte ad affrontare il futuro. In un contesto sempre più complesso e interconnesso, sviluppare sistemi antifragili significa trasformare le crisi in opportunità di crescita e generare valore condiviso per il bene comune.

Rinaldi, P., Casale, O. (2025). Oltre la resilienza: i sistemi di gestione dell’innovazione come abilitatori di antifragilità e bene comune. Roma : Callive Edizioni.

Oltre la resilienza: i sistemi di gestione dell’innovazione come abilitatori di antifragilità e bene comune

Paola Rinaldi;
2025

Abstract

Negli ultimi anni, il concetto di resilienza si sta trasformato, passando da una semplice capacità di resistere e riprendersi dagli shock a un approccio più dinamico e adattivo. Tuttavia, nel contesto attuale, segnato da crisi ricorrenti, accelerazione tecnologica e interconnessioni globali, la resilienza da sola sembra non bastare più. Per affrontare l’incertezza e sfruttarla a proprio vantaggio, le organizzazioni devono adottare un modello che vada oltre la semplice risposta agli imprevisti, trasformando le difficoltà in opportunità di crescita. Questo paradigma si allinea con l’antifragilità, resa celebre da Nassim Nicholas Taleb, che esprime la capacità di rafforzarsi e migliorarsi grazie a incertezze e perturbazioni. L’antifragilità non rappresenta solo un’evoluzione della resilienza1 ma un vero e proprio cambio di prospettiva: mentre la resilienza mira a ripristinare lo stato precedente dopo una crisi, l’antifragilità consente di trasformare l’instabilità in una opportunità di crescita e miglioramento continuo. Questo processo include una fase intermedia di transilienza, segnata da un adattamento progressivo, e si traduce nell’adozione di strategie di innovazione capaci di aumentare la competitività e la flessibilità delle organizzazioni. In questo scenario, gli standard internazionali della serie ISO 56000, con particolare attenzione alla ISO 56001, offrono un quadro metodologico per la gestione dell’innovazione, contribuendo a rafforzare l’antifragilità nei processi aziendali. In Italia la Prassi UNI/PdR 155:2023 ha formalizzato questa definizione, segnando il passaggio da una logica di protezione a una di valorizzazione dell’incertezza. L’antifragilità non è solo una strategia cruciale per le organizzazioni, ma ha un impatto più ampio, con ricadute positive anche a livello sociale ed economico. Le organizzazioni che abbracciano questa mentalità non solo resistono ai cambiamenti, ma ne escono rafforzate, più innovative e pronte ad affrontare il futuro. In un contesto sempre più complesso e interconnesso, sviluppare sistemi antifragili significa trasformare le crisi in opportunità di crescita e generare valore condiviso per il bene comune.
2025
GEOPOLITICA E GEOGRAFIA DELL’INNOVAZIONE GEOPOLITICS AND GEOGRAPHY OF INNOVATION
237
281
Rinaldi, P., Casale, O. (2025). Oltre la resilienza: i sistemi di gestione dell’innovazione come abilitatori di antifragilità e bene comune. Roma : Callive Edizioni.
Rinaldi, Paola; Casale, Oliviero
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1026795
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