Il contributo per la prima volta indaga il Libro degli appunti nel quale Fioravanti documenta l’intero processo creativo per la realizzazione del Compianto su Cristo, dove raccoglie schizzi, foto, ritagli, note e riflessioni; studi sui Compianti di Mazzoni, Niccolò dell’Arca, e altri modelli antichi (sarcofagi romani, opere di Mantegna, Raffaello, Caravaggio, Signorelli); disegni di singoli personaggi (Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo, Maria Vergine, Maddalena, ecc.); appunti anche tecnici e riferimenti alla contemporaneità. Il taccuino è un atlante della memoria, analogo al Bilderatlas Mnemosyne di Warburg, ma volto a un “antipathos”: alla ricerca di equilibrio e compostezza. I gruppi scultorei dei Compianti, coniugano teatralità e religiosità, divenendo strumenti catechistici per il popolo. Fioravanti eredita da questa tradizione la tensione emotiva e la sacralità umana del soggetto e ne realizza tre: il Compianto del 1985: tradizionale, con otto figure attorno a Cristo, con l’aggiunta del lenzuolo; il Compianto delle Putaske (1997): versione laica e moderna, con prostitute e figure marginali che piangono il Cristo come simbolo universale di redenzione; Le Maddalene (1982): gruppo femminile che si stringe attorno a un Cristo modellato nel 2007. In tutti emerge una lettura empatica e umana, dove la sofferenza è condivisa da tutti. Dei modelli classici, Fioravanti rifiuta gli eccessi emotivi, mirando alla semplicità e al rigore, secondo una reinterpretazione “arcaica”: un ritorno all’essenzialità formale e spirituale delle civiltà antiche, con influenze etrusche ed egizie, per dare vita a un Compianto sospeso tra cristianesimo primitivo e modernità, intriso di fede ma anche di una profonda umanità. Il testo si conclude con una considerazione sulla materia: la terracotta è “la materia più alta”, capace di incarnare le emozioni e la spiritualità attraverso la magia del fuoco e del tempo.
Corrain, L. (2024). Progettare il Compianto. Genova : Sagep Editori.
Progettare il Compianto
L. Corrain
2024
Abstract
Il contributo per la prima volta indaga il Libro degli appunti nel quale Fioravanti documenta l’intero processo creativo per la realizzazione del Compianto su Cristo, dove raccoglie schizzi, foto, ritagli, note e riflessioni; studi sui Compianti di Mazzoni, Niccolò dell’Arca, e altri modelli antichi (sarcofagi romani, opere di Mantegna, Raffaello, Caravaggio, Signorelli); disegni di singoli personaggi (Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo, Maria Vergine, Maddalena, ecc.); appunti anche tecnici e riferimenti alla contemporaneità. Il taccuino è un atlante della memoria, analogo al Bilderatlas Mnemosyne di Warburg, ma volto a un “antipathos”: alla ricerca di equilibrio e compostezza. I gruppi scultorei dei Compianti, coniugano teatralità e religiosità, divenendo strumenti catechistici per il popolo. Fioravanti eredita da questa tradizione la tensione emotiva e la sacralità umana del soggetto e ne realizza tre: il Compianto del 1985: tradizionale, con otto figure attorno a Cristo, con l’aggiunta del lenzuolo; il Compianto delle Putaske (1997): versione laica e moderna, con prostitute e figure marginali che piangono il Cristo come simbolo universale di redenzione; Le Maddalene (1982): gruppo femminile che si stringe attorno a un Cristo modellato nel 2007. In tutti emerge una lettura empatica e umana, dove la sofferenza è condivisa da tutti. Dei modelli classici, Fioravanti rifiuta gli eccessi emotivi, mirando alla semplicità e al rigore, secondo una reinterpretazione “arcaica”: un ritorno all’essenzialità formale e spirituale delle civiltà antiche, con influenze etrusche ed egizie, per dare vita a un Compianto sospeso tra cristianesimo primitivo e modernità, intriso di fede ma anche di una profonda umanità. Il testo si conclude con una considerazione sulla materia: la terracotta è “la materia più alta”, capace di incarnare le emozioni e la spiritualità attraverso la magia del fuoco e del tempo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


