L’eccezionale contributo di Alberto Quadrio Curzio al progresso degli studi economici ha marciato su differenti linee di indagine: in parte, approfondendo e innovando le conoscenze economiche con ricerche analitiche tematiche e settoriali e, in parte costruendo scenari – sicuramente rinvigoriti dai risultati conseguiti con le prime – volti a fornire una visione d’insieme della storia dell’analisi economica e dello sviluppo economico del nostro Paese nel quadro della costruzione dell’Europa unita. Nel solco di questa seconda linea di indagine, due ci sembrano le idee più rilevanti che, seppur dotate di solide radici nella teoria economica precedente, sono state esplicitate da Alberto Quadrio Curzio, dotandole di un forte potenziale evolutivo: l’idea di un sistema economico che, accanto al ruolo dello stato e del mercato dia spazio anche a quello della società; l’idea che in tale sistema, accanto ai beni privati , ai beni pubblici e alle risorse comuni, vengano resi disponibili, prodotti e scambiati anche ‘beni sociali’. Il presente saggio si ricollega a tali idee in quanto aprono un’originale prospettiva di ricerca sulle dimensioni trascurate del benessere economico. È nostra profonda convinzione che entrambe queste idee costituiscano un supporto cruciale per futuri progressi della scienza economica, maturabili anche apprendendo dalla crisi globale. Siamo, infatti, persuasi che se la teoria economica dopo la crisi non saprà rinnovare le proprie nozioni di base ed i propri strumenti analitici, la sua credibilità ed il suo potenziale di sviluppo si contrarranno notevolmente. In quest’ottica, la revisione dei concetti e degli strumenti utilizzati, passa anzitutto dalla ricostruzione dello stato delle conoscenze precedenti alla crisi, per poi concentrarsi sugli sviluppi realizzabili alla luce delle carenze e dei limiti in essi riscontrati nell’ambito della crisi stessa. L’abbinamento tra quanto valeva prima e quanto vale dopo la crisi è, in tal senso, il filtro fondamentale di ogni riflessione teorica, ancor prima che di ogni politica. In questo senso, l’opera di Alberto Quadrio Curzio ci guida a delineare un percorso di approfondimento dei concetti di conoscenza, sviluppo sostenibile e fallimento sistemico, a partire dalle due idee di base sopra menzionate. L’obiettivo di fondo di questa nostra riflessione è quello di ragionare sulla plausibilità di una rilettura della scienza economica in grado di meglio connettere tra loro tali concetti e di ricavare da essa alcune implicazioni concrete sull’uso degli strumenti di analisi applicata di cui disponiamo e sull’adozione di nuovi strumenti. Cruciale è, in questo ambito, l’attenzione all’organizzazione economica della conoscenza nei sistemi economici reali ed alle effettive differenze che in essa si riscontrano tra la fase precedente e quella successiva alla crisi globale. Riteniamo che questo possa avere anche ricadute sulla messa a punto di strumenti adeguati di valutazione economica. La nostra riflessione assume, quindi, rilievo nel contesto dei cambiamenti di fondo verificatisi ed in corso nell’economia reale. In estrema sintesi, al di là degli aspetti anche finanziari a cui faremo riferimento nel paragrafo 5, vanno ricordate le due radici pre-crisi di tali cambiamenti. Da un lato, la conoscenza e l’informazione hanno assunto un ruolo fondamentale nei sistemi economici contemporanei. Questo ha generato, di per sé, una proiezione sul futuro che i sistemi passati sentivano meno pressante. Si tratta sempre di più di fare previsioni sul futuro e sulle strategie opportune di organizzazione della conoscenza, all’interno e all’esterno delle imprese, funzionali, da un lato, alla competitività, dall’altro, alla solidarietà, alla coesione e alla sostenibilità del sistema (Antonelli e Pegoretti 2008). Parallelamente, abbiamo assistito ad un processo di frammentazione internazionale dei sistemi produttivi e alla transizione da un commercio internazionale di ‘beni completi’ a un c...

Sviluppo sostenibile, complessità, conoscenza

ANTONELLI, GILBERTO;DE LISO, NICOLA
2012

Abstract

L’eccezionale contributo di Alberto Quadrio Curzio al progresso degli studi economici ha marciato su differenti linee di indagine: in parte, approfondendo e innovando le conoscenze economiche con ricerche analitiche tematiche e settoriali e, in parte costruendo scenari – sicuramente rinvigoriti dai risultati conseguiti con le prime – volti a fornire una visione d’insieme della storia dell’analisi economica e dello sviluppo economico del nostro Paese nel quadro della costruzione dell’Europa unita. Nel solco di questa seconda linea di indagine, due ci sembrano le idee più rilevanti che, seppur dotate di solide radici nella teoria economica precedente, sono state esplicitate da Alberto Quadrio Curzio, dotandole di un forte potenziale evolutivo: l’idea di un sistema economico che, accanto al ruolo dello stato e del mercato dia spazio anche a quello della società; l’idea che in tale sistema, accanto ai beni privati , ai beni pubblici e alle risorse comuni, vengano resi disponibili, prodotti e scambiati anche ‘beni sociali’. Il presente saggio si ricollega a tali idee in quanto aprono un’originale prospettiva di ricerca sulle dimensioni trascurate del benessere economico. È nostra profonda convinzione che entrambe queste idee costituiscano un supporto cruciale per futuri progressi della scienza economica, maturabili anche apprendendo dalla crisi globale. Siamo, infatti, persuasi che se la teoria economica dopo la crisi non saprà rinnovare le proprie nozioni di base ed i propri strumenti analitici, la sua credibilità ed il suo potenziale di sviluppo si contrarranno notevolmente. In quest’ottica, la revisione dei concetti e degli strumenti utilizzati, passa anzitutto dalla ricostruzione dello stato delle conoscenze precedenti alla crisi, per poi concentrarsi sugli sviluppi realizzabili alla luce delle carenze e dei limiti in essi riscontrati nell’ambito della crisi stessa. L’abbinamento tra quanto valeva prima e quanto vale dopo la crisi è, in tal senso, il filtro fondamentale di ogni riflessione teorica, ancor prima che di ogni politica. In questo senso, l’opera di Alberto Quadrio Curzio ci guida a delineare un percorso di approfondimento dei concetti di conoscenza, sviluppo sostenibile e fallimento sistemico, a partire dalle due idee di base sopra menzionate. L’obiettivo di fondo di questa nostra riflessione è quello di ragionare sulla plausibilità di una rilettura della scienza economica in grado di meglio connettere tra loro tali concetti e di ricavare da essa alcune implicazioni concrete sull’uso degli strumenti di analisi applicata di cui disponiamo e sull’adozione di nuovi strumenti. Cruciale è, in questo ambito, l’attenzione all’organizzazione economica della conoscenza nei sistemi economici reali ed alle effettive differenze che in essa si riscontrano tra la fase precedente e quella successiva alla crisi globale. Riteniamo che questo possa avere anche ricadute sulla messa a punto di strumenti adeguati di valutazione economica. La nostra riflessione assume, quindi, rilievo nel contesto dei cambiamenti di fondo verificatisi ed in corso nell’economia reale. In estrema sintesi, al di là degli aspetti anche finanziari a cui faremo riferimento nel paragrafo 5, vanno ricordate le due radici pre-crisi di tali cambiamenti. Da un lato, la conoscenza e l’informazione hanno assunto un ruolo fondamentale nei sistemi economici contemporanei. Questo ha generato, di per sé, una proiezione sul futuro che i sistemi passati sentivano meno pressante. Si tratta sempre di più di fare previsioni sul futuro e sulle strategie opportune di organizzazione della conoscenza, all’interno e all’esterno delle imprese, funzionali, da un lato, alla competitività, dall’altro, alla solidarietà, alla coesione e alla sostenibilità del sistema (Antonelli e Pegoretti 2008). Parallelamente, abbiamo assistito ad un processo di frammentazione internazionale dei sistemi produttivi e alla transizione da un commercio internazionale di ‘beni completi’ a un c...
Economia come scienza sociale. Teoria, istituzioni, storia. Studi in onore di Alberto Quadrio Curzio
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90
G. Antonelli; N. De Liso
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