Con la direzione artistica di Cristina Valenti, nel XXX anniversario della Strage di Ustica, la seconda edizione della rassegna teatrale realizzata nel Giardino per la Memoria di Ustica pone al centro ancora una volta il Nuovo Teatro italiano e i diversi modi con cui gli artisti interpretano i temi legati alla memoria. Nel fare memoria del passato, il teatro manifesta il presente e lo interroga, intrecciando elettive tessiture di affinità e somiglianza, a volte misteriose, sempre pregnanti. L'itinerario degli spettacoli si è sviluppato dalle narrazioni di Marco Baliani e Davide Enia, attraverso le anteprime assolute dei Motus e di Emma Dante, fino alla rivelazione della giovane Marta Cuscunà, vincitrice del Premio Scenario per Ustica, per concludersi con “La notte di San Lorenzo”, serata di musica e poesia creata appositamente per questa rassegna, che vedrà artisti quali Elena Bucci, Leonardo Delogu, Fiorenza Menni, Victorine Mputo Liwoza, Enzo Vetrano, impegnati in microperformance e jam session allestite in forma itinerante, con la musica dal vivo di Dimitri Sillato, Mihaela Stan, Francesco Guerri, Malick Kaire Gueye, Roberto Bartoli. Una geografia composita di memorie che dialogano con il tempo presente, evocando - nell’ordine - la lontana parabola sulla giustizia che, dalle pagine di Kleist, risuona nella voce del narratore per riflettersi nella memoria delle generazioni attuali, i bombardamenti del 1943 a Palermo, ovvero i morti e la distruzione di tutte le guerre, il mito classico di Antigone ritrovato nei margini di una metropoli contemporanea, il Novecento ricordato da due anziani “ballarini” risalendo a ritroso nelle pieghe di un patrimonio di storie non solo personali, la Resistenza di una giovanissima staffetta partigiana, ovvero il senso attuale della parola libertà per come risuona nella sensibilità di una giovanissima attrice. Uno spazio di partecipazione attiva che è rinato ancora una volta fra palcoscenico e platea, a ricreare il senso profondo del teatro come gesto civile ed espressione di comunità. Centinaia gli spettatori che hanno partecipato a ciascuno degli appuntamenti, salutati fra gli eventi spettacolari di maggiore qualità e prestigio dell'estate bolognese.

Dei Teatri, della Memoria. Rassegna di spettacoli nel Giardino per la Memoria di Ustica nel XXX anniversario della Strage

VALENTI, CRISTINA
2010

Abstract

Con la direzione artistica di Cristina Valenti, nel XXX anniversario della Strage di Ustica, la seconda edizione della rassegna teatrale realizzata nel Giardino per la Memoria di Ustica pone al centro ancora una volta il Nuovo Teatro italiano e i diversi modi con cui gli artisti interpretano i temi legati alla memoria. Nel fare memoria del passato, il teatro manifesta il presente e lo interroga, intrecciando elettive tessiture di affinità e somiglianza, a volte misteriose, sempre pregnanti. L'itinerario degli spettacoli si è sviluppato dalle narrazioni di Marco Baliani e Davide Enia, attraverso le anteprime assolute dei Motus e di Emma Dante, fino alla rivelazione della giovane Marta Cuscunà, vincitrice del Premio Scenario per Ustica, per concludersi con “La notte di San Lorenzo”, serata di musica e poesia creata appositamente per questa rassegna, che vedrà artisti quali Elena Bucci, Leonardo Delogu, Fiorenza Menni, Victorine Mputo Liwoza, Enzo Vetrano, impegnati in microperformance e jam session allestite in forma itinerante, con la musica dal vivo di Dimitri Sillato, Mihaela Stan, Francesco Guerri, Malick Kaire Gueye, Roberto Bartoli. Una geografia composita di memorie che dialogano con il tempo presente, evocando - nell’ordine - la lontana parabola sulla giustizia che, dalle pagine di Kleist, risuona nella voce del narratore per riflettersi nella memoria delle generazioni attuali, i bombardamenti del 1943 a Palermo, ovvero i morti e la distruzione di tutte le guerre, il mito classico di Antigone ritrovato nei margini di una metropoli contemporanea, il Novecento ricordato da due anziani “ballarini” risalendo a ritroso nelle pieghe di un patrimonio di storie non solo personali, la Resistenza di una giovanissima staffetta partigiana, ovvero il senso attuale della parola libertà per come risuona nella sensibilità di una giovanissima attrice. Uno spazio di partecipazione attiva che è rinato ancora una volta fra palcoscenico e platea, a ricreare il senso profondo del teatro come gesto civile ed espressione di comunità. Centinaia gli spettatori che hanno partecipato a ciascuno degli appuntamenti, salutati fra gli eventi spettacolari di maggiore qualità e prestigio dell'estate bolognese.
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