Il contributo esplora il fenomeno delle Zoomafie, termine introdotto per designare le attività criminali sistematiche che coinvolgono animali a fini di profitto economico, controllo sociale e dominio territoriale. Si tratta di una forma di criminalità in costante espansione, ancora sottostimata dall’opinione pubblica, ma ormai parte integrante del più ampio scenario delle Ecomafie. Le condotte illecite riconducibili a questo ambito sono molteplici: dal traffico di fauna selvatica ai combattimenti tra animali, dal traffico di cuccioli alle scommesse clandestine, dalle corse illegali alla pesca di frodo e al bracconaggio. A queste si affiancano reati connessi come la ricettazione, la detenzione abusiva di armi, la contraffazione e il furto aggravato ai danni dello Stato. Secondo gli operatori del settore, la diffusione capillare di tali condotte trova spiegazione in una normativa scarsamente afflittiva, che non garantisce un’adeguata funzione di prevenzione e repressione: il sistema attuale, basato in larga parte su sanzioni di natura contravvenzionale, appare inadeguato a fronteggiare un fenomeno caratterizzato da alti profitti e bassi rischi. Dal punto di vista giuridico, resta aperto il dibattito sul bene tutelato dalle disposizioni penali: sebbene il TFUE riconosca il benessere degli animali in quanto esseri senzienti, nell’ordinamento italiano la dottrina prevalente continua a ritenere che la tutela penale si limiti a proteggere il sentimento umano nei confronti degli animali, senza riconoscere loro un autonomo diritto alla vita o alla salute. La complessità del fenomeno, la varietà dei soggetti coinvolti e la trasversalità delle competenze richieste impongono un approccio multidisciplinare, già promosso dal Laboratorio permanente per la legalità e contro la violenza (Le.Vi.La.P.), quale condizione imprescindibile per uno studio e un contrasto efficaci delle Zoomafie.
Benedetti, S. (2024). Lo sfruttamento delle specie animali come business della criminalità organizzata. Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254773970].
Lo sfruttamento delle specie animali come business della criminalità organizzata
Benedetti, Sofia
2024
Abstract
Il contributo esplora il fenomeno delle Zoomafie, termine introdotto per designare le attività criminali sistematiche che coinvolgono animali a fini di profitto economico, controllo sociale e dominio territoriale. Si tratta di una forma di criminalità in costante espansione, ancora sottostimata dall’opinione pubblica, ma ormai parte integrante del più ampio scenario delle Ecomafie. Le condotte illecite riconducibili a questo ambito sono molteplici: dal traffico di fauna selvatica ai combattimenti tra animali, dal traffico di cuccioli alle scommesse clandestine, dalle corse illegali alla pesca di frodo e al bracconaggio. A queste si affiancano reati connessi come la ricettazione, la detenzione abusiva di armi, la contraffazione e il furto aggravato ai danni dello Stato. Secondo gli operatori del settore, la diffusione capillare di tali condotte trova spiegazione in una normativa scarsamente afflittiva, che non garantisce un’adeguata funzione di prevenzione e repressione: il sistema attuale, basato in larga parte su sanzioni di natura contravvenzionale, appare inadeguato a fronteggiare un fenomeno caratterizzato da alti profitti e bassi rischi. Dal punto di vista giuridico, resta aperto il dibattito sul bene tutelato dalle disposizioni penali: sebbene il TFUE riconosca il benessere degli animali in quanto esseri senzienti, nell’ordinamento italiano la dottrina prevalente continua a ritenere che la tutela penale si limiti a proteggere il sentimento umano nei confronti degli animali, senza riconoscere loro un autonomo diritto alla vita o alla salute. La complessità del fenomeno, la varietà dei soggetti coinvolti e la trasversalità delle competenze richieste impongono un approccio multidisciplinare, già promosso dal Laboratorio permanente per la legalità e contro la violenza (Le.Vi.La.P.), quale condizione imprescindibile per uno studio e un contrasto efficaci delle Zoomafie.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


