Dopo una genealogia dell'oggeto drone- icona delle guerre del XXI secolo - si analizza il suo utilizzo nella guerra ucraina considerando come ha cambiato la funzione del campo della battaglia e le categorie di nemico/amico civile/militare. Infatti, la resistenza ucraina ha strategicamente tramutato il campo della battaglia in una territorialità digitalizzata sottraendo il corpo geopolitico dello Stato alla presa degli alti comandi russi. Sul piano del tempo invece, i droni hanno agito nello iato tra il regime di istantaneità delle connessioni e quello della materiale lentezza dei mezzi in movimento. In una simile territorialità il corpo sociale viene ricompreso in quella che viene definita la «growing civilianisation of the digital battlefield». Da un lato, questo implica la micidiale sospensione della discriminazione giuridica tra combattenti e non combattenti estendendo potenzialmente lo statuto di target anche alla totalità dei civili – salta insomma la già fragile cornice giuridica che istituisce la categoria di violenza regolare e irregolare. Dall’altro, si sostanzia la possibilità di creare una pluralità di territori digitali e connessioni strategiche in cui continuare l’attacco. L’utilizzo dei droni e l’inattesa «kill web» ucraina riescono a garantire, almeno nella prima fase del conflitto, il carattere di caccia asimmetrica.
Bonazzi, A. (2025). La guerra dei droni e «il campo della battaglia». Roma : Donzelli Editore.
La guerra dei droni e «il campo della battaglia»
Alessandra Bonazzi
2025
Abstract
Dopo una genealogia dell'oggeto drone- icona delle guerre del XXI secolo - si analizza il suo utilizzo nella guerra ucraina considerando come ha cambiato la funzione del campo della battaglia e le categorie di nemico/amico civile/militare. Infatti, la resistenza ucraina ha strategicamente tramutato il campo della battaglia in una territorialità digitalizzata sottraendo il corpo geopolitico dello Stato alla presa degli alti comandi russi. Sul piano del tempo invece, i droni hanno agito nello iato tra il regime di istantaneità delle connessioni e quello della materiale lentezza dei mezzi in movimento. In una simile territorialità il corpo sociale viene ricompreso in quella che viene definita la «growing civilianisation of the digital battlefield». Da un lato, questo implica la micidiale sospensione della discriminazione giuridica tra combattenti e non combattenti estendendo potenzialmente lo statuto di target anche alla totalità dei civili – salta insomma la già fragile cornice giuridica che istituisce la categoria di violenza regolare e irregolare. Dall’altro, si sostanzia la possibilità di creare una pluralità di territori digitali e connessioni strategiche in cui continuare l’attacco. L’utilizzo dei droni e l’inattesa «kill web» ucraina riescono a garantire, almeno nella prima fase del conflitto, il carattere di caccia asimmetrica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.