Veronica Bernardi, Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica di Bologna, attraverso i proverbi contenuti nell’opuscolo "Le nozze dei Bentivoglio" scritto nel 1487 dal maestro bolognese Beroaldo, ci accompagna in una riflessione sulle forme brevi e sull’importanza del loro ruolo dall’antichità a oggi. I proverbi, durante il Rinascimento, furono centrali: per la prima volta si tentò quasi di scavalcare il mondo latino per ricollegarsi alla paremiografia greca e uno fra i più sapienti in questo panorama culturale fu Beroaldo, autore anche di un’importante, benché non molto nota, "Oratio proverbiorum", conosciuta dal grande Erasmo. Costui, nel pieno nell’Umanesimo più maturo, gettò un ponte fra la sua raccolta di proverbi e quelle dell’antichità, aprendo le porte a nuove forme moderne di sapere; un sapere che non sarebbe stato lo stesso senza il suo passaggio nella città turrita. Il saggio termina con una breve considerazione sul linguaggio dei giorni nostri, nella memoria di Pasolini, che si impegnò in anni turbolenti in profonde analisi sulla potenza comunicativa della nostra lingua, figlia di una tradizione dotta e popolare, in cui i luoghi proverbiali svolgono ancora oggi una funzione di primo piano.
Bernardi, V. (2025). I proverbi di ieri e di oggi: qualche riflessione e il caso delle «Nuptiae Bentivolorum» di Beroaldo. Firenze : Società Editrice Fiorentina.
I proverbi di ieri e di oggi: qualche riflessione e il caso delle «Nuptiae Bentivolorum» di Beroaldo
Veronica Bernardi
2025
Abstract
Veronica Bernardi, Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica di Bologna, attraverso i proverbi contenuti nell’opuscolo "Le nozze dei Bentivoglio" scritto nel 1487 dal maestro bolognese Beroaldo, ci accompagna in una riflessione sulle forme brevi e sull’importanza del loro ruolo dall’antichità a oggi. I proverbi, durante il Rinascimento, furono centrali: per la prima volta si tentò quasi di scavalcare il mondo latino per ricollegarsi alla paremiografia greca e uno fra i più sapienti in questo panorama culturale fu Beroaldo, autore anche di un’importante, benché non molto nota, "Oratio proverbiorum", conosciuta dal grande Erasmo. Costui, nel pieno nell’Umanesimo più maturo, gettò un ponte fra la sua raccolta di proverbi e quelle dell’antichità, aprendo le porte a nuove forme moderne di sapere; un sapere che non sarebbe stato lo stesso senza il suo passaggio nella città turrita. Il saggio termina con una breve considerazione sul linguaggio dei giorni nostri, nella memoria di Pasolini, che si impegnò in anni turbolenti in profonde analisi sulla potenza comunicativa della nostra lingua, figlia di una tradizione dotta e popolare, in cui i luoghi proverbiali svolgono ancora oggi una funzione di primo piano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.