Il Banato è una regione storica attualmente suddivisa tra gli stati romeno (di cui rappresenta la regione più occidentale, con capoluogo Timișoara: rom. Banat), serbo (la regione più orientale della Voivodina: srb. Banat) e ungherese (l’estremità meridionale della provincia di Csongrád, ungh. Bánság). Il Banato è delimitato a sud dal Danubio, a ovest dal Tibisco (rom. Tisa, ungh. Tisza, un affluente del Danubio) e a nord dal Mureș (affluente del Tibisco). A ovest, inoltre, le pendici meridionali dei Carpazi lo separano dalla Transilvania e dall’Oltenia romene. Storicamente, il suo nome allude a una regione governata da un bano (governante locale, etimologia?). Il Banato fu incorporato nel primo impero bulgaro agli inizi del IX secolo, dopo l’annientamento dell’impero avaro ad opera di Carlo Magno, ma la regione cadde preda dell’avanzata ungara agli inizi del secolo successivo. Se si eccettuano brevi periodi di (parziale) annessione al voivodato valacco, il Banato restò sotto la sovranità del regno ungherese per sei secoli, finché la regione di Timișoara non fu conquistata dagli ottomani (1552). In seguito alla campagna militare del principe Eugenio di Savoia (1716) e al trattato di Passarowitz (1718), entrò a far parte dell’impero asburgico. L’attuale suddivisione tra gli stati romeno, serbo e ungherese scaturisce dagli accordi successivi alla prima guerra mondiale. Bibliografia: A. Oțetea (a cura di), Storia del popolo romeno, Roma 1971; C. Alzati, Terra romena tra oriente e occidente. Chiese ed etnie nel tardo ’500, Milano 1981 (in part. p. 132sgg.).

Alberti, A. (2023). Banat. Łódz : Wydawnictwo Uniwersytetu Łódzkiego [10.18778/8331-225-5].

Banat

Alberto alberti
2023

Abstract

Il Banato è una regione storica attualmente suddivisa tra gli stati romeno (di cui rappresenta la regione più occidentale, con capoluogo Timișoara: rom. Banat), serbo (la regione più orientale della Voivodina: srb. Banat) e ungherese (l’estremità meridionale della provincia di Csongrád, ungh. Bánság). Il Banato è delimitato a sud dal Danubio, a ovest dal Tibisco (rom. Tisa, ungh. Tisza, un affluente del Danubio) e a nord dal Mureș (affluente del Tibisco). A ovest, inoltre, le pendici meridionali dei Carpazi lo separano dalla Transilvania e dall’Oltenia romene. Storicamente, il suo nome allude a una regione governata da un bano (governante locale, etimologia?). Il Banato fu incorporato nel primo impero bulgaro agli inizi del IX secolo, dopo l’annientamento dell’impero avaro ad opera di Carlo Magno, ma la regione cadde preda dell’avanzata ungara agli inizi del secolo successivo. Se si eccettuano brevi periodi di (parziale) annessione al voivodato valacco, il Banato restò sotto la sovranità del regno ungherese per sei secoli, finché la regione di Timișoara non fu conquistata dagli ottomani (1552). In seguito alla campagna militare del principe Eugenio di Savoia (1716) e al trattato di Passarowitz (1718), entrò a far parte dell’impero asburgico. L’attuale suddivisione tra gli stati romeno, serbo e ungherese scaturisce dagli accordi successivi alla prima guerra mondiale. Bibliografia: A. Oțetea (a cura di), Storia del popolo romeno, Roma 1971; C. Alzati, Terra romena tra oriente e occidente. Chiese ed etnie nel tardo ’500, Milano 1981 (in part. p. 132sgg.).
2023
Słowianie. Historia, kultury i języki
431
431
Alberti, A. (2023). Banat. Łódz : Wydawnictwo Uniwersytetu Łódzkiego [10.18778/8331-225-5].
Alberti, Alberto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1011154
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