Nel corso dei secoli XV-XIX, i Balcani furono interessati dal fenomeno degli ‘aiducchi’ (serbocr. hajduci, sg. hajduk), ovvero briganti che assalivano preferibilmente (anche se non esclusivamente) i convogli e i mercanti ottomani, trasformandosi così in un simbolo della resistenza contro la dominazione straniera. L’etimologia di hajduk è ancora oggi oggetto di dibattito: alcuni riconducono il termine al turco haydut ‘predone’; secondo la teoria più diffusa, invece, il termine ungherese hajdúk (pl. di hajdú) non sarebbe un prestito dal turco, ma deriverebbe dalla radice del verbo hajt ‘condurre’; a partire dal XV secolo, infatti, con questo termine si indicavano i ‘mandriani’ della puszta magiara. Nella seconda metà del XV secolo, la Dieta ungherese varò una serie di provvedimenti volti a regolamentare le esportazioni di bestiame; le nuove norme, però, incisero in modo assai negativo sulle condizioni di vita di questi allevatori, costringendoli dapprima a vivere di espedienti e poi (soprattutto dopo le invasioni turche) a trasformarsi in briganti o mercenari. Di qui la diffusione del termine nella maggior parte delle lingue dei Balcani (serbocroato hajduk, bulgaro chajdutin/chajduk, macedone ajdutin/ajduk, albanese hajdut, romeno haiduc, gr. χαιντούτης), a indicare i fuorilegge, in particolare quelli che lottavano contro la dominazione ottomana. Dopo la battaglia di Mohács (1526), gli hajdúk ungheresi divennero a tutti gli effetti un reparto di fanteria stabile, noto e apprezzato per il valore dei suoi soldati. Proprio la fama dei fanti ungheresi sarebbe all’origine della diffusione del termine hajdúk nelle varie lingue europee occidentali, nelle quali solitamente designa reparti scelti di guardie del corpo (per esempio, dal 1766, gli ‘aiducchi’ al servizio del Granduca di Toscana). Bibliografia: D. Popović, O hajducima, I-II, Beograd 1930-1931; M. De Bartolomeis, Le prime attestazioni di aiduc(c)o, “Lingua Nostra”, XXXVI, 1975, 4, pp. 102-107.

Alberti, A. (2023). Hajducy. Łódz : Wydawnictwo Uniwersytetu Łódzkiego [10.18778/8331-225-5].

Hajducy

Alberto alberti
2023

Abstract

Nel corso dei secoli XV-XIX, i Balcani furono interessati dal fenomeno degli ‘aiducchi’ (serbocr. hajduci, sg. hajduk), ovvero briganti che assalivano preferibilmente (anche se non esclusivamente) i convogli e i mercanti ottomani, trasformandosi così in un simbolo della resistenza contro la dominazione straniera. L’etimologia di hajduk è ancora oggi oggetto di dibattito: alcuni riconducono il termine al turco haydut ‘predone’; secondo la teoria più diffusa, invece, il termine ungherese hajdúk (pl. di hajdú) non sarebbe un prestito dal turco, ma deriverebbe dalla radice del verbo hajt ‘condurre’; a partire dal XV secolo, infatti, con questo termine si indicavano i ‘mandriani’ della puszta magiara. Nella seconda metà del XV secolo, la Dieta ungherese varò una serie di provvedimenti volti a regolamentare le esportazioni di bestiame; le nuove norme, però, incisero in modo assai negativo sulle condizioni di vita di questi allevatori, costringendoli dapprima a vivere di espedienti e poi (soprattutto dopo le invasioni turche) a trasformarsi in briganti o mercenari. Di qui la diffusione del termine nella maggior parte delle lingue dei Balcani (serbocroato hajduk, bulgaro chajdutin/chajduk, macedone ajdutin/ajduk, albanese hajdut, romeno haiduc, gr. χαιντούτης), a indicare i fuorilegge, in particolare quelli che lottavano contro la dominazione ottomana. Dopo la battaglia di Mohács (1526), gli hajdúk ungheresi divennero a tutti gli effetti un reparto di fanteria stabile, noto e apprezzato per il valore dei suoi soldati. Proprio la fama dei fanti ungheresi sarebbe all’origine della diffusione del termine hajdúk nelle varie lingue europee occidentali, nelle quali solitamente designa reparti scelti di guardie del corpo (per esempio, dal 1766, gli ‘aiducchi’ al servizio del Granduca di Toscana). Bibliografia: D. Popović, O hajducima, I-II, Beograd 1930-1931; M. De Bartolomeis, Le prime attestazioni di aiduc(c)o, “Lingua Nostra”, XXXVI, 1975, 4, pp. 102-107.
2023
Słowianie. Historia, kultury i języki
402
402
Alberti, A. (2023). Hajducy. Łódz : Wydawnictwo Uniwersytetu Łódzkiego [10.18778/8331-225-5].
Alberti, Alberto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1011151
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