La sede costantinopolitana gode all'interno del mondo cristiano, in virtù delle più autorevoli deliberazioni conciliari della Chiesa universale, di una molteplicità di primati, sempre in un a corretta dimensione ecclesiologica, nella quale primazialità e sinodalità di implicano reciprocamente. La prima di queste primazialità è quella all'interno della Chiesa locale di Costantinopoli, dove in quanto vescovo egli siede come primo, sul trono espiscopale, e governa insieme al collegio dei presbiteri: è pertanto condivisa con tutti i vescovi del mondo cristiano. La seconda è quella che esercita nell'ambito della propria giurisdizione patriarcale ed è condivisa con gli altri patriarchi e primati di Chiese autocefale. La terza è quella in tutto il mondo cristiano, sancita dal canone 3 del concilio di Costantinopoli e ribadita dal canone 28 del concilio di Calcedonia, è condivisa con Roma, anche se, sulla base di questi stessi canoni, dopo Roma. Su questa base la sede costantinopolitana gode oggi, all'interno dell'Ortodossia, di tre prerogative, connesse al suo essere "prima sede": coordina tutte le iniziative intercristiane ed interreligiose dell'Ortodossia - nonché la preparazione di un prossimo "grande concilio", è supremo tribunale di appello per tutti i conflitti di carattere canonico-giurisdizionale che possono sorgere all'interno o tra le altre Chiese ortodosse, e infine gode di una giurisdizione "iperoria" (cioè "oltre i propri confini") su tutti gli ortodossi che si trovano a vivere al di fuori dello spazio geo-politico dell'Ortodossia, cioè sulla cosiddetta "diaspora".

Il primato della sede di Costantinopoli. Alcune considerazioni

MORINI, ENRICO
2009

Abstract

La sede costantinopolitana gode all'interno del mondo cristiano, in virtù delle più autorevoli deliberazioni conciliari della Chiesa universale, di una molteplicità di primati, sempre in un a corretta dimensione ecclesiologica, nella quale primazialità e sinodalità di implicano reciprocamente. La prima di queste primazialità è quella all'interno della Chiesa locale di Costantinopoli, dove in quanto vescovo egli siede come primo, sul trono espiscopale, e governa insieme al collegio dei presbiteri: è pertanto condivisa con tutti i vescovi del mondo cristiano. La seconda è quella che esercita nell'ambito della propria giurisdizione patriarcale ed è condivisa con gli altri patriarchi e primati di Chiese autocefale. La terza è quella in tutto il mondo cristiano, sancita dal canone 3 del concilio di Costantinopoli e ribadita dal canone 28 del concilio di Calcedonia, è condivisa con Roma, anche se, sulla base di questi stessi canoni, dopo Roma. Su questa base la sede costantinopolitana gode oggi, all'interno dell'Ortodossia, di tre prerogative, connesse al suo essere "prima sede": coordina tutte le iniziative intercristiane ed interreligiose dell'Ortodossia - nonché la preparazione di un prossimo "grande concilio", è supremo tribunale di appello per tutti i conflitti di carattere canonico-giurisdizionale che possono sorgere all'interno o tra le altre Chiese ortodosse, e infine gode di una giurisdizione "iperoria" (cioè "oltre i propri confini") su tutti gli ortodossi che si trovano a vivere al di fuori dello spazio geo-politico dell'Ortodossia, cioè sulla cosiddetta "diaspora".
Il patriarcato ecumenico tra testimonianza e martirio
33
48
E. Morini
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