Studio sull’assenza ovvero sulla presenza nei testi delle epistole regie conservate per via epigrafica e rinvenute in Asia Minore della formula autoreferenziale relativa alla pubblicazione su pietra. Le lettere dei re alle città e gli eventuali decreti delle città correlati sono stati iscritti su pietra per volontà e iniziativa delle poleis coinvolte. La medesima osservazione è valida quando il mittente è un funzionario che si rivolge ad una città per conto del proprio sovrano ovvero quando l’epistola è stata scritta da un dinasta dai poteri circoscritti. Il sovrano, imitato per dovere dal funzionario e per emulazione dal dinasta, di solito redige le comunicazioni epistolari per le città evitando di prescrivere in esse la pubblicazione delle proprie parole su materiale durevole. Da una certa epoca e per un periodo di tempo abbastanza definito si nota un vero e proprio interesse regio, seleucide in particolare, sia per la pubblicazione su pietra di un certo tipo di documento sia per il controllo di ciò che poteva essere pubblicato. Con l’eccezione del dossier di documenti per la vendita di terre alla regina Laodice da parte di Antioco II e del dossier di Baitokaike, infatti, tutte le epistole regie seleucidi superstiti di cui i sovrani prescrivono la pubblicazione non sono indirizzate a città e appartengono all’età di Antioco III e di Seleuco IV.

Il re scrive, la città iscrive. La pubblicazione su pietra delle epistole regie nell'Asia ellenistica.

BENCIVENNI, ALICE
2010

Abstract

Studio sull’assenza ovvero sulla presenza nei testi delle epistole regie conservate per via epigrafica e rinvenute in Asia Minore della formula autoreferenziale relativa alla pubblicazione su pietra. Le lettere dei re alle città e gli eventuali decreti delle città correlati sono stati iscritti su pietra per volontà e iniziativa delle poleis coinvolte. La medesima osservazione è valida quando il mittente è un funzionario che si rivolge ad una città per conto del proprio sovrano ovvero quando l’epistola è stata scritta da un dinasta dai poteri circoscritti. Il sovrano, imitato per dovere dal funzionario e per emulazione dal dinasta, di solito redige le comunicazioni epistolari per le città evitando di prescrivere in esse la pubblicazione delle proprie parole su materiale durevole. Da una certa epoca e per un periodo di tempo abbastanza definito si nota un vero e proprio interesse regio, seleucide in particolare, sia per la pubblicazione su pietra di un certo tipo di documento sia per il controllo di ciò che poteva essere pubblicato. Con l’eccezione del dossier di documenti per la vendita di terre alla regina Laodice da parte di Antioco II e del dossier di Baitokaike, infatti, tutte le epistole regie seleucidi superstiti di cui i sovrani prescrivono la pubblicazione non sono indirizzate a città e appartengono all’età di Antioco III e di Seleuco IV.
Studi Ellenistici, 24
149
178
A. Bencivenni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/100730
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