Introduzione. La stenosi pielo-ureterale (SPU) bilaterale è una patologia congenita o più raramente acquisita delle vie urinarie superiori. Nell’ambito delle anomalie pediatriche la SPU è di frequente riscontro ed è caratterizzata da pielectasia e idronefrosi conseguenti alla riduzione del deflusso dell’urina. A causa della stasi urinaria che si verifica a monte della giunzione pielo-ureterale, l’urolitiasi frequentemente complica la SPU nell’uomo. Le anomalie delle vie urinarie superiori sono rare nel gatto e non sono mai stati descritti casi di SPU, a conoscenza degli autori. Lo studio ne descrive le caratteristiche cliniche, clinicopatologiche e chirurgiche. Descrizione del caso. Un gatto meticcio, maschio intero, di 4 mesi, è stato presentato per ematuria macroscopica e periuriaevidenti da 2 settimane. Il gatto era alimentato da 2 mesi con latte in polvere e pet food. L’esame clinico ha messo in evidenza nefromegalia bilaterale e dolore alla palpazione renale. Le indagini ematobiochimiche erano nella norma. L’analisi dell’urina ha rilevato peso specifico urinario 1012, pH 7.00, eritruria, proteinuria (30 mg/dl), associate a leucocituria e cristalluria amorfa. L’esame colturale delle urine era negativo. La diagnostica collaterale ha evidenziato alterazioni bilaterali caratterizzate da nefrolitiasi, idronefrosi con pielolitiasi e aumento di dimensioni del tratto prossimale dell’uretere. L’urografia escretoria ha confermato la presenza della SPU bilaterale evidenziando una tardiva comparsa della fase nefrografica associata ad una grave dilatazione della pelvi renale nel rene destro ed una moderata pielectasia sinistra. Gli ureteri erano moderatamente dilatati ed il tratto prossimale era caratterizzato da un andamento tortuoso. È stata effettuata una nefrectomia destra e i tessuti sono stati sottoposti ad esame anatomopatologico. È stata impostata una terapia medica con dieta di dissoluzione e aumento del consumo di acqua. I segni clinici sono migliorati rapidamente fino a scomparire completamente. A 3 settimane dalla chirurgia è stata evidenziata una riduzione dell’idronefrosi sinistra e ad oggi le condizioni cliniche del gatto sono buone. L’idronefrosi sinistra è ulteriormente diminuita, ma persiste la SPU. La valutazione macroscopica del rene ha confermato l’anomalia e in seguito a dissezione sono stati raccolti numerosi uroliti di diametro inferiore ad 1 mm dalla pelvi renale. L’esame istopatologico ha evidenziato una progressiva atrofia del parenchima ed una moderata ectasia dei segmenti tubulari distali. L’interstizio renale, la pelvi e l’uretere presentavano moderata fibrosi. Gli uroliti avevano superficie irregolare e colore giallastro. L’analisi quantitativa con spettroscopia infrarossa e microscopia elettronica a Raggi X ha evidenziato la presenza di melamina, acido urico monoidrato e apatite. Conclusioni. Il caso descritto rappresenta la prima segnalazione di SPU bilaterale nel gatto a conoscenza degli autori. Tale patologia deve essere considerata come causa di sintomi urologici nei gattini. In analogia con l’uomo, è possibile che esistano anche nel gatto forme asintomatiche di SPU per le quali sarebbero necessari studi epidemiologici ulteriori. La SPU è frequentemente associata a urolitiasi e, verosimilmente, una patogenesi correlata alla stasi urinaria ha favorito la precipitazione dei cristalli in questo gatto. I calcoli presenti nella pelvi contenevano melamina che, alla luce delle recenti conoscenze acquisite in materia, può aver favorito la comparsa di urolitiasi. Il ruolo patogenetico emergente di tale sostanza e l’epidemiologia dell’urolitiasi associata, tuttavia, non sono ancora completamente conosciuti. La presenza di forme subcliniche o reperti occasionali patologici deve condurre il Medico Veterinario a considerare la melamina tra le diagnosi differenziali di urolitiasi nella pratica clinica.

Stenosi pielo-ureterale bilaterale associata a urolitiasi da melamina in un gatto

CONTI, LUISA;DONDI, FRANCESCO;BRUNETTI, BARBARA;PISONI, LUCIANO
2010

Abstract

Introduzione. La stenosi pielo-ureterale (SPU) bilaterale è una patologia congenita o più raramente acquisita delle vie urinarie superiori. Nell’ambito delle anomalie pediatriche la SPU è di frequente riscontro ed è caratterizzata da pielectasia e idronefrosi conseguenti alla riduzione del deflusso dell’urina. A causa della stasi urinaria che si verifica a monte della giunzione pielo-ureterale, l’urolitiasi frequentemente complica la SPU nell’uomo. Le anomalie delle vie urinarie superiori sono rare nel gatto e non sono mai stati descritti casi di SPU, a conoscenza degli autori. Lo studio ne descrive le caratteristiche cliniche, clinicopatologiche e chirurgiche. Descrizione del caso. Un gatto meticcio, maschio intero, di 4 mesi, è stato presentato per ematuria macroscopica e periuriaevidenti da 2 settimane. Il gatto era alimentato da 2 mesi con latte in polvere e pet food. L’esame clinico ha messo in evidenza nefromegalia bilaterale e dolore alla palpazione renale. Le indagini ematobiochimiche erano nella norma. L’analisi dell’urina ha rilevato peso specifico urinario 1012, pH 7.00, eritruria, proteinuria (30 mg/dl), associate a leucocituria e cristalluria amorfa. L’esame colturale delle urine era negativo. La diagnostica collaterale ha evidenziato alterazioni bilaterali caratterizzate da nefrolitiasi, idronefrosi con pielolitiasi e aumento di dimensioni del tratto prossimale dell’uretere. L’urografia escretoria ha confermato la presenza della SPU bilaterale evidenziando una tardiva comparsa della fase nefrografica associata ad una grave dilatazione della pelvi renale nel rene destro ed una moderata pielectasia sinistra. Gli ureteri erano moderatamente dilatati ed il tratto prossimale era caratterizzato da un andamento tortuoso. È stata effettuata una nefrectomia destra e i tessuti sono stati sottoposti ad esame anatomopatologico. È stata impostata una terapia medica con dieta di dissoluzione e aumento del consumo di acqua. I segni clinici sono migliorati rapidamente fino a scomparire completamente. A 3 settimane dalla chirurgia è stata evidenziata una riduzione dell’idronefrosi sinistra e ad oggi le condizioni cliniche del gatto sono buone. L’idronefrosi sinistra è ulteriormente diminuita, ma persiste la SPU. La valutazione macroscopica del rene ha confermato l’anomalia e in seguito a dissezione sono stati raccolti numerosi uroliti di diametro inferiore ad 1 mm dalla pelvi renale. L’esame istopatologico ha evidenziato una progressiva atrofia del parenchima ed una moderata ectasia dei segmenti tubulari distali. L’interstizio renale, la pelvi e l’uretere presentavano moderata fibrosi. Gli uroliti avevano superficie irregolare e colore giallastro. L’analisi quantitativa con spettroscopia infrarossa e microscopia elettronica a Raggi X ha evidenziato la presenza di melamina, acido urico monoidrato e apatite. Conclusioni. Il caso descritto rappresenta la prima segnalazione di SPU bilaterale nel gatto a conoscenza degli autori. Tale patologia deve essere considerata come causa di sintomi urologici nei gattini. In analogia con l’uomo, è possibile che esistano anche nel gatto forme asintomatiche di SPU per le quali sarebbero necessari studi epidemiologici ulteriori. La SPU è frequentemente associata a urolitiasi e, verosimilmente, una patogenesi correlata alla stasi urinaria ha favorito la precipitazione dei cristalli in questo gatto. I calcoli presenti nella pelvi contenevano melamina che, alla luce delle recenti conoscenze acquisite in materia, può aver favorito la comparsa di urolitiasi. Il ruolo patogenetico emergente di tale sostanza e l’epidemiologia dell’urolitiasi associata, tuttavia, non sono ancora completamente conosciuti. La presenza di forme subcliniche o reperti occasionali patologici deve condurre il Medico Veterinario a considerare la melamina tra le diagnosi differenziali di urolitiasi nella pratica clinica.
Atti del 65° Congresso internazionale multisala SCIVAC
285
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L.Conti; F.Dondi; D. Casoni; B. Brunetti; J. Del Angel Caraza; C.C. Pèrez Garcìa; L. Pisoni
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